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L’ICANN mette alla porta i navigatori

I membri “at large” sono stati estromessi dal consiglio d'amministrazione riformato dell'organismo che regola l'assegnazione degli indirizzi in Rete. Tutto il potere resta nelle mani dei governi e degli affaristi.

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Con l’approvazione all’unanimità della proposta di riforma
da parte del consiglio di amministrazione, la comunità dei navigatori viene
definitivamente estromessa da qualunque processo decisionale all’interno dell’Internet Corporation for Assigned Names and
Numbers
(ICANN). Nella stanza dei bottoni dell’organismo che presiede
all’assegnazione degli indirizzi su Internet, d’ora in avanti saranno ammessi
esclusivamente rappresentanti di governi e di gruppi economici.

La proposta,
approvata con 18 voti favorevoli e nessun contrario, ricalca quella presentata
lo scorso mese da quattro consiglieri della quale ci eravamo occupati in un articolo precedente. Il
consiglio di amministrazione dell’ICANN sarà composto d’ora in avanti da 20
membri
, dei quali soltanto 15 con diritto di voto.

I 15 votanti saranno:

  • 8
    eletti dal Nominating Committee (NomCom)
  • 2
    eletti da ognuna delle tre Supporting Organization
  • il presidente
    dell’ICANN

I 5 membri non votanti saranno scelti:

  • 1 dal Technical Advisory
    Committee
    (TAC)
  • 1 dall’Internet Architecture
    Board/Internet Engineering Task Force
    (IAB/IETF)
  • 1 dal Root Server System
    Advisory Committee
    (RSSAC)
  • 1 dal Security and Stability
    Advisory Committee
    (SAC)
  • 1 Government Advisory
    Committee
    (GAC)

Il NomCom è un comitato composto di 19 tra rappresentanti di
governi, istituzioni accademiche, gruppi di pressione e business men. Le
tre Supporting Organization rappresentano gli amministratori dei domini
(Address Supporting Organization – ASO), sia di quelli generici (Generic Names
Supporting Organization – GNSO), sia di quelli nazionali (Country-code Names
Supporting Organization – CNSO). Tutti i membri del consiglio dovranno durare
in carica per tre anni scaglionati in modo che ogni dodici mesi ne venga
rieletto 1/3.

Con la riforma, non solo scompare ogni riferimento ai cinque
membri “at large” eletti nel 2000 da tutti i navigatori maggiori di 16
anni, ma di fatto i comuni utenti della Rete perdono anche qualunque potere
rappresentativo indiretto all’interno del consiglio. «A causa della natura globale

dell’ICANN e del considerevole interesse mostrato nei confronti delle sue
decisioni da molte persone, organizzazioni, uomini d’affari e governi, è
fondamentale che l’ICANN abbia un consiglio d’amministrazione composto di
personalità del massimo calibro, esperienza e integrità», si legge nella
riforma.

Ma non tutti sono convinti che il testo approvato faccia gli
interessi di tutti i navigatori. Andy Mueller-Maguhn, il membro “at large”
eletto dai navigatori europei, ha criticato lo squilibrio nei rapporti
di potere all’interno dell’organismo: «Questa è una compagnia con sede in
California, e la maggior parte dello staff è statunitense. Non credo che questo
sia necessariamente un fatto negativo, ma non rappresenta la diversità
culturale che dovrebbe». Per protesta contro questo stato di cose, molti paesi
non hanno ancora rinnovato la propria quota di partecipazione. Dal canto suo, il
presidente dimissionario dell’ICANN, Stuart Lynn, minimizza le tensioni: «Non
ci sono state controversie», ha dichiarato. «Il consiglio è
assolutamente convinto che questa è la strada giusta».