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Innovazione: Italia fanalino di coda UE

L'Italia è in ritardo nell'innovazione. Lo rivela l'ultimo rapporto della Commissione Europea. Solo lo 0,53% del PIL dedicato a ricerca e sviluppo

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A una settimana dal rapporto della Commissione Europea che aveva promosso l’Italia per i progressi compiuti nel campo delle TLC, un nuovo intervento della UE viene a raffreddare gli entusiasmi: l’Italia, in compagnia di Spagna, Grecia e Portogallo, viene inserita nel gruppo di paesi meno innovatori, con l’aggravante di essere in assoluto la nazione che ha fatto meno progressi nell’ultimo anno.

L’Italia ha indicatori inferiori alla media sia per quanto riguarda la popolazione che ha compiuto studi superiori (10,29% rispetto ad una media UE del 21,22%) sia per i fondi dedicati alla ricerca e allo sviluppo (0,53% del PIL contro una media UE dell’1,28%) sia per il numero di brevetti di alta tecnologia (6,2 per milione di abitanti contro una media UE di 27,8)

L’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) ha messo in luce gli aspetti più incoraggianti del rapporto: «i nuovi prodotti sono cresciuti nel nostro Paese del 13,5% contro il 6,5% della media dei 15 a dimostrazione della vocazione creativa delle risorse umane del nostro Paese. In base allo stesso Rapporto le PMI (piccole e medie imprese, ndr.) italiane che attuano innovazione sono il 44,4% contro il 44% della media UE», ha commentato Ermanno Delia. «La straordinaria capacità del Sistema Italia di reagire nonostante vincoli di sistema deve rappresentare un obbligo morale per le Istituzioni perché mettano in campo tutte le misure necessarie al fine di valorizzare il patrimonio creativo delle risorse umane del nostro Paese, in particolare supportando le PMI».

Il ministro dell’Innovazione, Lucio Stanca, e il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, non hanno commentato i dati della Commissione Europea