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Slammer: pasticcio senza fine

Le poste italiane sono le ultime vittime del virus che imperversa in Rete da venerdì. Intanto è caccia ai responsabili.

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È stato un inizio di settimana problematico quello vissuto ieri da migliaia di uffici postali italiani che, riaprendo dopo la pausa domenicale, si sono trovati alle prese con Slammer, il virus che ha colpito i server Microsoft SQL di mezzo mondo nel fine settimana.

Sono stati 14 mila gli uffici postali bloccati per tutta la mattinata di lunedì. Un dato sorprendente, se si considera che la notizia del virus era nota fin da venerdì e che per sconfiggere Slammer basta scollegare il server dalla Rete, riavviare la macchina ed installare una patch disponibile fin da luglio.

«Il virus ha colpito che non ha seguito le regole che abbiamo diffuso domenica», ha dichiarato Filippo Ninni, dirigente Compartimento Polizia Postale di Milano. «Certo, il fatto che fosse domenica ha reso le cose più complicate e forse qualcuno il lunedì mattina ha acceso incautamente il computer ed ha trovato la sorpresa».

Intanto la Corea del Sud, il paese più colpito dall’epidemia, ha avviato un’inchiesta per individuare i responsabili. Secondo i primi risultati dell’indagine, Slammer sarebbe opera di hacker cinesi. Ma gli esperti di sicurezza paiono scettici circa la possibilità che qualcuno, sia il governo coreano o l’FBI, possa trovare il responsabile dell’attacco.

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