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USA: gli hacker non combattano con noi contro Saddam

Gli Stati Uniti lanciano un appello per tenere a bada gli hacker patrioti. Temono che finiscano per fornire armi al nemico.

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Il governo statunitense non accetterà l’aiuto degli hacker. È questo il messaggio che viene dal NIPC (National Infrastructure Protection Center) che in un comunicato emesso ieri ha preso le distanze da qualunque futuro atto di hacking patriottico legato al prossimo probabile conflitto con l’Iraq.

«Senza badare alle motivazioni, il NIPC conferma che questa attività è illegale e punibile come reato», si legge sul sito dell’agenzia per la sicurezza delle infrastrutture. «Il governo statunitense non tollera il cosiddetto “hacking patriottico» a suo sostegno».

Non si tratta di un’improvviso attacco di buonismo da parte della casa bianca: proprio la scorsa settimana, il presidente Bush ha autorizzato il governo a sviluppare piani per attacchi contro le strutture informatiche dei paesi nemici. Piuttosto, il NIPC sembra temere che i cyber patrioti finiscano per fonire armi al nemico, ad esempio «utilizzando codice che mostra di voler attaccare la parte avversa e invece è pensato per rivoltarsi contro chi lo invia».