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"Unix è morto": parola di Dell

Il produttore di PC decide di abbandonare la piattaforma Sun Solaris basata su Unix a favore di Linux Red Hat.

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Un finto necrologio con su scritto “Unix è morto”. Così si è presentato Randy Mott, capo delle operazioni finanziarie per Dell Computer, intervenendo all’ultimo LinuxWorld. L’annuncio faceva parte di una presentazione durante la quale Mott ha spiegato il progressivo abbandono da parte della compagnia dei sistemi Sun Solaris. Un abbandono che comunque, una volta tanto, non va a vantaggio di Microsoft, ma di Linux Red Hat.

«Le industrie che non mettono fanno i conti con l’obsolescenza [delle tecnologie] perderanno il passo», ha spiegato Mott, dichiarando che i manager delle compagnie tecnologiche hanno il compito di investire il più possibile nell’innovazione piuttosto che nella conservazione dello status quo. «Altrimenti né le singole aziende, né l’intera industria raggiungeranno mai il loro pieno potenziale».

A queste dichiarazioni ha risposto Jonathan Schwartz, la testa dello sviluppo software di Sun. Schwartz ha ricordato a Mott che ci sono alcuni compiti per i quali Unix resta insostituibile: «Se qualcosa va male con i software open source, nessuno è responsabile di porre rimedio e fare verifiche periodiche». Ma la strada di Dell verso Red Hat sembra ormai segnata: «La differenza tra l’era di Unix e l’era di Linux», ha dichiarato Mott, «è che Linux è basato su uno standard aperto che permetterà agli uffici finanziari delle compagnie di costruire flessibilità, affidabilità e potenza».