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Le aziende italiane e la paura di navigare

Le nuove tecnologie sono ritenute di poca utilità dalle aziende nostrane. Pochi investimenti e molta timidezza.

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Non è lusinghiero il ritratto delle imprese italiane che emerge dal rapporto “L’impatto dell’information technology sulle aziende del terziario in Italia” commissionato da Microsoft e Confcommercio. Secondo lo studio, realizzato da Net Consulting, gli investimenti delle aziende nostrane nelle nuove tecnologie sono ridotte all’osso, limitate alla posta elettronica e a siti vetrina.

I rilevamenti sulle 1000 aziende coinvolte nell’indagine svelano che dal 1998 la loro spesa informatica è cresciuta di appena lo 0,6 per cento annuo, passando in media da 7.020 a 7.230 euro. Spese che si riversamo principalmente su applicativi molto comuni: Office (77,1%), software gestionale (60,5%) e sicurezza (56,7%).

Dalla ricerca emerge la convinzione da parte delle aziende che le nuove tecnologie siano poco utili per il business. Per questo la maggior parte delle compagnie (84,5%) ha accesso alla Rete, ma non ne fa uso per iniziative di commercio elettronico. Al contrario, Net Consulting rileva una crescita di fatturato maggiore nelle aziende che fanno molto uso delle nuove tecnologie rispetto a quelle che non le utilizzano: +7,9% in cinque anni rispetto a +4,9%.