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Guerra lunga, borse in picchiata

Le borse mettono a segno uno dei peggiori risultati degi utlimi mesi. Prese di beneficio e preoccupazione sulla ripresa. Sul Numtel crollano le blue chip

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Il timore di una guerra lunga e faticosa ha messo i piedi di piombo ai mercati che in tutta Europa e negli USA sono in picchiata. Dopo cinque giorni di rialzi era prevedibile tuttavia una ritirata verso vette meno alte, tuttavia ciò che si profila all’orizzonte è una settimana di sfiducia e pessimismo.

Il Numtel, il mercato dei tecnologici alla borsa di Milano, ha chiuso la seduta a 1131 punti perdendo il 3,25%. Le peggiori accéttate al mercato sono venute da alcuni titoli guida: Tiscali ha chiuso con un ribasso del 4,49%, e.Biscom del 4,43%, Vitaminic del 4,85.

Male, ma non peggio, i mercati tradizionali. A Milano il Mib30 lascia sul terrreno il 3,05 mentre il Mibtel si ferma a -2,83%. I cali in Europa sono tuttavia ben più drastici: Amsterdam si avvia alla chiusura a -6,38%, Parigi a -5,67%, Francoforte a -5,30%, Londra a -3,05%. Insomma una lunga serie di segni negativi.

Guardando Oltreoceano le grida dei mercati non ci regalano un suono diverso. Sin dall’apertura il Dow Jones e il Nasdaq hanno preso una strada in netta e precipitosa discesa. A quest’ora il mercato dei tecnologici perde l’3,07, il Dow Jones è sotto del 3,23%.