QR code per la pagina originale

Tutti contro Google

Cosa hanno in comune Yahoo!, Microsoft e Overture? Vogliono prendere il posto di Google. La temperatura nel campo delle ricerche online si fa sempre più rovente. Ne vedremo delle belle...

,

Alla fine se ne sono accorte: mentre loro, le grandi compagnie, perdevano tempo e montagne di dollari alla ricerca della “next big thing”, della nuova tecnologia che avrebbe sbancato il Web, c’era chi prosperava. Mentre capitali da capogiro si rivolgevano verso costosissimi specchieti per le allodole (i portali, prima, e poi i contenuti per la banda larga) c’era già chi stava dando ai navigatori ciò di cui veramente avevano bisogno. Perché, in qualunque direzione evolva la tecnologia, chi entra nel Web continuerà soprattutto a voler trovare ciò che cerca; e trovare qualcosa online, ormai, si dice in un solo modo: si dice “Google”.

Considerazione banale? Sarà. Ma c’è stato un periodo (e non è passato un secolo, erano quattro o cinque anni fa) in cui molti si sono convinti che quello delle ricerche fosse un settore dopotutto marginale nello sviluppo della Rete. Basti prendere AltaVista: fino alla fine degli anni Novanta, era lì che andava chi voleva trovare qualcosa su Internet. Poi quelli della Digital pensarono che si doveva fare di più, che il motore doveva diventare un portale. Com’è andata a finire, lo sanno tutti.

AltaVista non è un caso isolato: Yahoo!, che pure resta una delle compagnie più solide della Rete, ha passato un anno buio nel tentativo di offrire qualunque tipo di servizio inutile ai suoi clienti; mentre il portale navigava in acque sempre più cattive, Google cresceva, anche grazie ai suoi soldi. La stessa Microsoft, sempre attenta ad infilarsi in ogni nuovo mercato, in tutti questi anni si è limitata a fare di MSN Search un distributore automatico di impression (è lì che si finisce quando si sbaglia un indirizzo su Internet Explorer) senza mai scomodarsi per insidiare il primato di Google.

Ma tutto questo potrebbe star per finire.

A febbraio, Overture, azienda leader nel campo delle ricerche a pagamento, ha messo le mani in rapida sequenza su AltaVista e sul motore norvegese AllTheWeb. Obiettivo dichiarato delle due acquisizioni, mettere in discussione il primato di Google. La scorsa settimana, è stata Microsoft ad esprimere la volontà di mettere in campo tutta la sua potenza di fuoco per sviluppare un prodotto migliore rispetto al motore di ricerca californiano. Infine, proprio ieri, Yahoo! ha inaugurato una nuova versione del suo motore di ricerca che, pur servendosi ancora dell’indice e dell’algoritmo di Google, li arricchisce di nuove funzionalità; inoltre, il 19 marzo si è completata l’acquisizione di Inktomi da parte di Yahoo!.

Proprio quest’ultima notizia sembra essere la più interessante e carica di conseguenze immediate. Overture, infatti, pur apparendo molto determinata, è un nome ancora poco noto nelle ricerche, con AllTheWeb che, sebbene molto promettente, rimane per gli utenti un motore di seconda scelta. Per quanto riguarda Microsoft, il suo interessamento in qualunque settore basta a mettere in allarme i concorrenti; ma per ora, quelli di Redmond si sono limitati ad esprimere un’intenzione.

Yahoo!, al contrario, è un nome storico della Rete, noto e rispettato da ogni navigatore; Google può essere considerato un po’ suo figlio, sia idealmente (entrambi sono nati quasi casualmente per iniziativa di due studenti universitari) sia praticamente (Yahoo! è stato tra gli investitori della prima ora di Google). Yahoo! affida a Google le sue ricerche fin dall’ottobre del 2002; se ora acquista un concorrente e tenta di differenziarsi, c’è da credere che faccia sul serio.

Forse Google deve preoccuparsi, e non lui solo: la strategia recente di Yahoo! si basa infatti sulle sottoscrizioni a pagamento da parte degli utenti e dei partner commerciali. Attualmente, i risultati a pagamento forniti da Yahoo! sono messi a disposizione da Overture. Ora, pare che Yahoo! voglia emanciparsi anche in questa direzione.

Di carne al fuoco ce n’è tanta: se la guerra dei motori manterrà solo la metà di ciò che promette, ne vedremo delle belle.