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Svanisce nel nulla l’allarme del 6 Luglio

Allarmismi immotivati e gara più che noiosa: nessun sito importante colpito, danni limitati a qualche defacement di poca importanza, Italia appena sfiorata dall'evento-non-evento hacker dell'anno.

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Pochi siti colpiti, tanto clamore e paura immotivata: questo il riassunto di un 6 Luglio nel quale la Rete doveva essere messa a ferro e fuoco da impavidi hacker pronti a far saltare migliaia di server per potersi aggiudicare il titolo di hacker dell’anno.

La gara era stata indetta con tanto di regolamento e premio finale, la coincidenza della festa del 4 Luglio aveva alzato la soglia di allarme, ma alla fine i danni che si contano sono ben limitati. Gli Stati Uniti la zona più colpita, mentre in Italia si sono contati appena pochi casi. Nessun sito importante ha registrato problema alcuno e la scritta “Defaced” ha sfregiato nel mondo solo siti minori di piccole aziende.

Non sono mancati allarmismi. Alcuni siti hanno blindato i propri server rendendoli irraggiungibili, mentre altri sono stati monitorati direttamente dalla polizia postale.

Riguardo l’operato della divisione telematica delle nostre forze dell’ordine è curioso notare come un suo rappresentante abbia dichiarato ieri sera al TG1 di non aver potuto svolgere la consueta opera di monitoraggio poiché «era chiuso il sito di riferimento dove gli hacker inviano le segnalazioni dei siti attaccati».