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Nuovi standard, grandi novità per i portali

WRST 1.0 e Jsr 168. Dietro a queste due sigle si cela il progetto che entro breve porterà ad un dialogo completamente compatibile tra web service dei portali, permettendo così un libero interscambio di contenuti.

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Il consorzio OASIS (Organization for the Advancement of Structured Information Standards) ha approvato lo standard Web Services for Remote Portlets (WSRP) 1.0.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione per la gestione dei contenuti nei portali e nei siti a grande produzione di contenuti: forma, contenuti e piattaforma di un sito sono realmente separati e gestibili, permettendo così di curare separatamente le parti. La prima grande applicazione sarà l’interscambio dei contenuti tra portali i quali, ignorando le differenze di piattaforma e di programmazione, potranno importare ed esportare notizie, articoli, immagini e quant’altro da e verso qualunque sito compatibile affiliato.

Grazie al WRSP (Web Services for Remote Portals) sarà incrementata l’interazione e lo scambio tra server e linguaggi di diversa natura, il tutto tramite interfacciamento con il linguaggio XML. Il supporto a WRSP sarà introdotto nelle piattaforme .NET di Microsoft e Java/J2EE di Sun.

A breve anche il Jsr 168 (Java Server Request), attualmente in fase di definizione presso il Java Community Process (JCP), diventerà standard. Anche Jsr 168 sarà utilizzato per favorire l’interoperabilità dei contenuti tra portali.

Le due tecnologie sono in apparente concorrenza, anche se gli sviluppatori del JCP fanno sapere che nella seconda versione il Jsr 168 includerà il supporto al WRSP, più interoperabile perché utilizzabile in qualsiasi piattaforma.

Dietro il progetto portato avanti da Oasis ci sono nomi quali Microsoft e IBM, Sun e Novell, Vignette e Citrix. Sun e IBM, inoltre, già mesi fa introdussero il progetto Java Portal API per la gestione in sicurezza dei portali, ma già si parlava del 2003 come l’anno indicato per grande passo verso l’interoperabilità. Secondo Dmitri Tcherevik, direttore e vice presidente della Computer Associates, una struttura “plug&play” di sfruttamento dei contenuti non può che “potenziare le possibilità dei web service”, aumentando così le facoltà a disposizione dei programmatori.