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Sun celebra la morte del microprocessore

Il microprocessore fa parte ormai del passato, parola di Sun Microsystem: il futuro è dei microsistemi, e nel frattempo una innovativa sistemazione fisica dei circuiti permetterà un immediato notevole potenziamento dei sistemi attuali.

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I microprocessori, simbolo dell’informatica odierna, potrebbero arrivare a significare ciò che oggi significano per noi le vecchie valvole delle prime pachidermiche macchine da calcolo. E’ l’opinione di casa Sun, secondo cui il microprocessore è ormai alla fine della sua parabola e l’informatica è agli inizi di una nuova era.

L’ipotesi non nasce certo dal nulla. Sun, infatti, è convinta che con alcuni accorgimenti di origine fisica sarebbe possibile aumentare la velocità del processore almeno 100 volte, diminuendo nel contempo costi e consumi. L’espediente è semplice: una diversa sistemazione dei chip permetterebbe di evitare futili contatti (ad oggi determinanti) migliorando così le prestazioni dell’unità. Sun si sarebbe già assicurata almeno 7 brevetti su questo nuovo tipo di processore.

Entro il 2010, secondo le previsioni di Greg Papadopulos (Chief Technology Officer di Sun), il microprocessore odierno sparirà e lascerà il posto ai nuovi microsistemi i quali avranno 3 soli tipi di connessione: alla memoria, ad altri microsistemi paralleli ed alla rete. I microsistemi permetteranno di avere potenze di calcolo simili a quelle dei supercomputer su un qualunque sistema desktop.

Nel frattempo Sun ha presentato Jaguar, il nuovo UltraSparc IV, promettendone inoltre nuove versioni entro breve tempo: tali promesse ed ipotesi di progetti futuri si rendono necessari anche al fine di placare le voci secondo cui Sun Microsystem navigherebbe in cattive acque dal punto di vista dell’assetto finanziario, dato più volte in procinto di un subitaneo tracollo.