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Stanca dice no all’emendamento sulla “TecnoTremonti”

Un emendamento alla cosiddetta "Tecnotremonti" rischia di diminuire pesantemente le risorse riservate all'innovazione tecnologica del paese. Lucio Stanca non ci sta e motiva la propria protesta con importanti dati sulla produttività del paese.

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Lucio Stanca non ci sta e batte i pugni. Dietro ad un emendamento al cosiddetto decreto legge “TecnoTremonti”, infatti, si nasconderebbe una riduzione delle risorse destinate allo sviluppo. Se non è certo contestabile l’aumento contrario delle risorse destinate alla ricerca, è pur vero che lo sviluppo assume la sua strategica importanza ed una riduzione delle risorse potrebbe rivelarsi fatale per quelle innovazioni in fase di progetto.

Solo il 9 Ottobre scorso il ministro Stanca aveva presentato un elenco di dati dimostranti come l’Italia fosse agi ultimi posti in Europa nella classifica degli investimenti in innovazione tecnologica. Tuttavia tale aspetto influisce massicciamente sull’aumento di produttività, riflettendo così la diminuzione degli investimenti su un calo di concorrenzialità nel contesto del mercato comune.

“Una politica di sostegno dell’innovazione non può limitarsi alla ricerca”: su tale perno il ministro Stanca articola le proprie convinzioni. Viene inoltre proposto il dato della Banca d’Italia, secondo cui ogni euro in più di investimento in innovazione rappresenta 1,8 euro in più nel PIL nazionale.

Obiettivo del comunicato del ministero per l’Innovazione e le Tecnologie è l’eliminazione dell’emendamento incriminato, affinchè Ricerca e Sviluppo, in virtù del loro rapporto di fratellanza all’interno dei parametri di sviluppo del paese Italia, possano meritarsi un simile riconoscimento (con particolare vantaggio per le piccole e medie aziende).