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Musica e pirateria: i conti cominciano a tornare

Secondo alcune rilevazioni la pirateria musicale è in calo e gli utenti, spaventati dalle mosse della RIAA, cancellano tutti i propri file musicali. La repressione ha fermato il file sharing?

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Per la distribuzione, illegale e legale, di musica online siamo ad un punto di svolta. Dopo le azioni dissuasive della RIAA, l’associazione degli industriali musicali in USA, e lo sbarco in massa di servizi di vendita ufficiale di file musicali, si può dire che le carte in tavola per valutare la tenuta di uno dei principali servizi Internet ci siano tutte.

Alcuni dati emersi negli ultimi giorni danno il polso della situazione. Se presi per buoni, ma non tutti sono d’accordo, mostrerebbero uno scenario idialliaco: la mano dura della RIAA e le sue denunce hanno permesso alle case discografiche di aumentare, in pochi mesi, i profitti sui dischi e molti dei maniaci dello scaricamento hanno addirittura cancellato tutti i file dai propri Hard Disk.

Le major ritrovano i profitti

Dopo un primo semestre 2003 di continui ribassi, sembra che negli ultimi mesi, come riportato dalla rivista online Salon.com, le vendite di CD abbiano ritrovato slancio. Il principale motivo, secondo gli industriali della musica, è nell’azione della RIAA che dall’estate scorsa ha messo in piedi una vera e propria “caccia al pirata” battendo con sistemi elettronici e, sembra, infallibili i network peer to peer americani. Contro queste semplici previsioni si sono levate molte voci, prima quella dell’Electronic Frontier Foundation che, tra le altre cause, attribuisce la “rinascita” alla congiuntura economica.

La sconfitta della pirateria

Ad accentuare i dati positivi in mano all’industria musicale giunge anche il recente studio della società di ricerca NPD. Secondo la ricerca, effettuata su un campione di 40 mila utenti, gli utenti di sistemi peer to peer hanno cominciato a cancellare file dai propri computer. Spaventati dalle continue denunce della RIAA, ben l’11 per cento degli utilizzatori di sistemi di scambio file hanno abbandonato i propri software per scaricare musica. Da Agosto a Settembre un milione e mezzo di utenti hanno cancellato tutti i propri file.

Il crollo del file sharing in USA

Ma è davvero calato l’uso di sistemi di file sharing? Sembra proprio di sì. Una delle ultime rilevazioni di Nielsen//NetRatings ha calcolato che tra giugno e settembre Kazaa, il programma maggiormente utilizzato da chi scambia file negli USA, ha perso qualcosa come il 41 per cento degli utenti. Se a giugno 2003 l’utilizzo di Kazaa contava un picco di 7 milioni di utenti, ad ottobre questi utenti si sono ridotti a poco più di 3 milioni. La stessa sorte tocca agli altri programmi: Bearshare, Morpheus e compagnia.

La musica si compra online

Il fuoco allora si sposta sulla musica a pagamento. In contemporanea alle azioni di repressione della RIAA sono saliti alla ribalta i sistemi di scaricamento legale della musica. Per poco meno di un dollaro si ottiene un singolo brano che, in alcuni casi, può anche essere masterizzato su un proprio CD. Dei due che hanno ottenuto i principali favori, Apple iTunes e Napster, sembra che il servizio della Apple sia quello che abbia fatto più proseliti: dalla sua parte ci sarebbe l’80 per cento del mercato della musica online e un giro di vendite che ha superato la vendita di CD online. Il Time, è notizia di oggi, ha dichiarato iTunes “Invenzione dell’anno”.

L’Europa seguirà gli USA?

Anche l’Europa si appresta a varare nuove direttive sulla proprietà intellettuale. Un gruppo di parlamentari guidati dalla deputata Janelly Fourtou è per la linea dura: anche chi scarica inconsapevolmente, e non per fini commerciali, file protetti dal diritto d’autore deve rispondere penalmente di questo suo atto. Le nuove regole, osteggiate anche da operatori come Yahoo! e Vodafone, dovrebbero essere varate non prima del 2004. Si preannuncia battaglia.

Nuove funzionalità al posto di minacce

Nel frattempo l’industria musicale punta anche su nuovi sistemi anti-copia. Sony ha presentato ieri un nuovo sistema di protezione dei CD musicali che dovrebbe preservare e anzi favorire il diritto di ognuno a creare una copia, anche su lettori portatili, di un disco di cui si possiede l’originale e impedire contemporaneamente la sua diffusione nei circuiti di scambio file. È un nuovo modo per distogliere gli utenti dalla pirateria, senza denunce e minacce. Phil Wiser, responsabile tecologico di Sony, ha dichiarato che «Tutte le protezioni possono essere aggirate. Ma se diamo agli utenti i valori che cercano non andranno a rubacchiare fuori. Questo si chiama “dare fiducia all’utente”».