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Google ferma le pubblicità di farmaci irregolari

Con una decisione che mette al sicuro il motore di ricerca ma limita del 5% gli introiti pubblicitari, Google ha stabilito nuove severe norme per la pubblicizzazione di distributori di farmaci on line: richiesta una certificazione e vietate alcune keyword

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In seguito alle controversie sorte in seguito a perpetrati fatti di cronaca, Google decide di togliere il proprio nome dal banco degli imputati imponendo regole più severe alle pubblicità per i rivenditori di farmaci in Rete. Google, infatti, d’ora in poi richiederà una specifica autorizzazione certificante la regolarità del servizio.

La decisione percorre lo stesso percorso già intrapreso da MSN e Yahoo, e secondo i dati Nielsen/NetRatings la svolta costerà a Google il 5% del proprio fatturato. L’iniziativa è radicale e le limitazioni sulle registrazioni di siti del settore saranno applicate anche sulle keyword utilizzate e sulle frasi indicate.

A quanto pare la scelta di Google è conseguenza di una segnalazione giunta da Chicago secondo la quale il motore di ricerca verrebbe utilizzato per cercare appositi punti vendita dai quali ottenere farmaci quali il Vicodin, un eccitante molto vicino alla categoria delle droghe (tristemente noto per la dipendenza causata e per essere osannato in alcune canzoni del celebre Eminem).

Secondo David Krane, portavoce Google, il controllo delle pubblicità verrà delegato ad una azienda esterna. La strategia è dunque studiata globalmente in modo da declinare ogni responsabilità sui risultati delle ricerche, affinchè nessun nesso e nessuna accusa possa unire Google ai siti indicizzati e pubblicizzati.

La probabile vera causa della svolta di Google è insita comunque nella decisione del Senato statunitense di colpire non solo i distributori farmaceutici irregolari, ma anche di perseguire legalmente chi ne pubblicizza il nome, chi ne è responsabile delle consegne e chi ne crea artificiosamente prescrizioni irregolari.