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RIAA all’attacco – Atto terzo

I numeri della vicenda RIAA si fanno sempre più importanti. Altre 41 chiamate a giudizio sono state ufficializzate e 90 notifiche sarebbero in fase di invio. Le richieste di risarcimento vanno dai 2500 ai 10000 dollari.

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La RIAA non si ferma: 41 nuove chiamate alla sbarra sono pronte e 90 lettere di notifica sono in invio. L’accusa è quella di aver distribuito illegalmente materiale coperto da copyright tramite i canali di file-sharing.

I numeri a questo punto si fanno importanti. Dopo le prime denunce e le prime condanne si erano contate 341 persone chiamate a giudizio, 308 notifiche e 1054 aderenti al “condono” avanzato per perdonare le “malefatte” compiute in ambito P2P.

Emblematico, nella complessità giudiziaria del caso, è quanto successo a Lonette Dominguez. A Kent, cittadina di Washington. La donna si è vista arrivare una mail direttamente dal suo provider Comcast nella quale veniva dichiarato che il provider stesso si era visto costretto a cedere i dati personali della sua cliente in quanto accusata di aver scaricato musica illegale.

La vicenda giudiziaria procede dunque a spron battuto e le braccia lunghe della RIAA impediscono ad ogni singolo ostacolo sulla strada delle major di rallentare la rappresaglia in corso.

Vizi di forma sono stati riscontrati nella violazione della privacy rchiesta dalla RIAA e nell’inconsapevolezza della condivisione di taluni file (i software di file sharing impongono per preimpostazione la condivisione di quanto scaricato). Tutto è però al momento vano e per ogni singolo procedimento giudiziario le richieste vanno dai 2500 ai 10000 dollari.