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SCO vs Linux, scaramucce di fine anno

Anche prima di Natale il clima non si rasserena tra SCO e Linux. SCO manda lettere ai propri utenti per garantire un fronte comune contro Linux, il pinguino reagisce per voce diretta di Linus Torvalds. Nel contempo i conti di SCO sono sempre più rosei.

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SCO non si lascia prendere dal clima natalizio e saluta gli utenti Linux ed i propri con una lettera in cui si torna ancora una volta sul caso del codice copiato a Unix. E’ di ieri la notizia della seconda lettera inviata agli utenti Linux in cui si chiede una immediata regolarizzazione delle licenze in seguito all’uso di codice proprietario che con la GPL ha poco a che fare.

E’ di oggi, invece, la comunicazione di una lettera inviata agli utenti Unix. Lo scopo dell’iniziativa è il richiedere una immediata autocertificazione delle aziende proprietarie di licenza Unix atta a confermare di aver ottemperato agli estremi indicati dalla licenza d’uso acquisita. La mancata risposta alla richiesta di SCO, secondo i termini della licenza, implica la coatta decadenza dei diritti sul prodotto.

Tra i punti focali dell’indagine emergono la negazione d’uso di codice Linux utilizzante ABI (Application Binary Interface), il mantenimento della riservatezza circa le componenti Unix, la non collaborazione con lo sviluppo Linux tramite l’uso di codice Unix e la non cessione di qualsivoglia parte del codice a licenza GPL (nè tantomeno la negoziazione verso quei paesi in cui risulta vietata l’esportazione di alta tecnologia informatica quali Cuba, Corea del Nord, Iran o Siria).

Per la prima volta nella querelle SCO/Linux è possibile registrare ora un forte contrattacco firmato Linus Torvalds: in una appassionata conferenza stampa il padre di Linux ha difeso il proprio prodotto dapprima smontando ogni accusa, poi dichiarando “orribile” il codice incriminato, tanto da vergognarsi di averlo scritto di proprio pugno. Torvalds non ha infatti lesinato piccole critiche al pinguino (“non sempre di qualità”), pur di difenderne però originalità ed autenticità.

SCO, nel contempo, nonostante le ingenti spese legali dissipate nella diatriba intrapresa fin da inizio anno, chiude l’esercizio 2003 con un utile in ascesa pari a 14,3 milioni di dollari, una situazione in borsa decisamente rosea ed un Darl McBride sempre più simbolo del gruppo riportato in auge dopo un periodo di serie difficoltà.