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My iTunes, storia di uno strano capitombolo

Un crash alle macchine, l'assenza di backup, l'improvviso desiderio di non continuare la gloriosa avventura intrapresa: Bill Zeller, 20 anni, abbandona la propria nave e lascia affondare la sua creatora My iTunes. Una fine dall'alone misterioso.

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Non per mano della RIAA, non per mano di qualche singola casa discografica, non per mano di Apple: quella di My iTunes è una storia che alla lode fa seguire un improvviso capitombolo, apparentemente per un crash tecnologico ma dall’amaro sapore di una qualche pressione sottostante celata. Al momento la prima certezza è che il sito del creatore del tool è divenuto improvvisamente irraggiungibile.

My iTunes è nato dall’idea e dalla programmazione di Bill Zeller, 20 anni, studente del Trinity College. Caratteristica peculiare del programma (1.3 Mb) è la possibilità di superare i vincoli imposti da iTunes secondo cui i brani acquistati non possono essere scaricati ma, una volta depositati sull’hard disk “cliente”, assumono caratteristiche tali da non poter entrare in canali di file-sharing. iTunes, a partire dalla release 4.0.1, aveva imposto tale limitazione al fine di evitare una eccessiva emoraggia di brani di qualità, scelta oculata nell’ottica della feroce battaglia contro il mondo del peer-to-peer.

Ufficialmente My iTunes non avrà più una nuova release. Le motivazioni sono però quantomeno dubbie: un catastrofico crash alle macchine di Bill Zeller avrebbe fatto perdere irrimediabilmente il codice originario e l’autore avrebbe intimamente deciso di non intraprendere più l’avventura («Stavo lavorando alla seconda release quando ho perso tutto, potrei tornare a lavorarci ma non ci sarà più nessun update. Non voglio riscriverlo.»). Progetto abbandonato, e i 30.000 download finora registrati da download.com rimarranno presumibilmente una meteora nell’universo della programmazione.

Essendo stato sviluppato in meno di due settimane (come dichiarato dallo stesso Zeller), non può che rimanere più di un dubbio su questo improvviso gettare la spugna del giovane programmatore. E’ egli stesso a togliersi dalla questione chiarendo come chiunque voglia, vista la semplicità del tutto, può replicare il programma a piacimento. Per My iTunes, insomma, la fine è certa. Le motivazioni, invece, lo sono molto meno.