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Addio vecchio bookmark

L'uscita di Onfolio, prodotto della nuova azienda di J.J. Allaire, riporta in evidenza i software per la gestione avanzata delle informazioni raccolte sul Web

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In principio fu il bookmark. Che la navigazione in Rete avrebbe portato con sé
l’esigenza di tenere traccia delle pagine visitate e di organizzarle in maniera
conveniente, fu intuito sin dai tempi di Mosaic. Tuttavia, pur venendo via via
raffinato nelle implementazioni successive, il meccanismo dei ‘preferiti’ ha mantenuto
inalterata la sua logica di base, mostrando così i suoi limiti. Per un
utente che abbia necessità di gestione delle informazioni appena avanzate,
i bookmark possono servire al massimo come archivio temporaneo di URL.

Nel corso degli anni non sono mancati i tentativi di fornire risposte all’esigenza
di un’organizzazione più razionale ed efficace dei dati raccolti sul Web.
Qualcuno ricorderà, ad esempio, un add-on per Internet Explorer chiamato
iHarvest. Serviva ad archiviare in locale intere pagine o parti di esse,
consentendo la suddivisione in categorie, l’aggiunta di commenti e semplici funzioni
di ricerca. Con il crescere dei documenti archiviati, però, l’applicazione
cominciava a risultare decisamente poco usabile.

Su quella via si sono incamminate altre aziende. Per tutte l’obbiettivo è
stato quello di coniugare semplicità d’uso, usabilità, ricchezza
di funzioni. Prodotti come Net Snippets, Co-Citer o ContentSaver permettono l’archiviazione
non solo di link, pagine web o selezioni, ma anche di e-mail, annotazioni personali,
immagini e altri tipi di documenti presenti sul PC. Un sistema eccellente per
raccogliere e organizzare informazioni intorno a specifici argomenti anche quando
esse provengono da canali diversi. Non è un caso che tra i testimonial
più attivi di queste applicazioni ci siano giornalisti e personale dell’ambiente
accademico. È facile intuire quanto possa essere comodo, per entrambe le
categorie, uno strumento di archiviazione di questo tipo. Non più salti
da un’applicazione all’altra, non più tonnellate di bookmark ballerini
e pagine che scompaiono. Trovo, archivio, annoto, ricerco e ri-uso l’informazione
come e quando voglio. A chi volesse farsi un’idea più chiara sul funzionamento
di questi programmi consiglio la visione di una demo in Flash di Net Snippets.
Vale più di tante parole.

L’ultimo nato della famiglia è quello che sta facendo più parlare
di sé. Merito in parte di certe caratteristiche, ma soprattutto delle sue
‘nobili’ origini. Onfolio,
questo il nome del programma, si è infatti conquistato in poche ore l’attenzione
dei principali siti di informazione tecnologica perché frutto della nuova
avventura imprenditoriale di J.J. Allaire, fondatore col fratello Jeremy
dell’omonima azienda acquisita poi da Macromedia e creatore di applicazioni di
successo come ColdFusion e Home Site.

Onfolio (come i suoi predecessori) si integra in Internet Explorer, ma richiede
la presenza sul sistema dell’utente del Framework .Net. Può essere eseguito
solo su Windows 2000, XP o Server 2003. Nelle intenzioni dell’azienda dovrebbe
costituire la prima pietra miliare di una nuova categoria di prodotti, quella
del search information management. Concetto facile da spiegare e ben chiarito
in un commento di Jeremy Allaire: per chi utilizza Internet seriamente, il problema,
ormai, non è più ricercare e trovare contenuti, ma organizzare in
maniera fruttuosa i risultati di questa opera di raccolta. Non è questo
lo spazio per passare in rassegna tutte le caratteristiche del programma (il sito
ufficiale offre una documentazione ampia, accompagnata dall’esposizione di possibili
scenari di utilizzo).

Avendolo provato possiamo dire che Onfolio fa discretamente bene quello che
promette. Non ci ha convinto, però, la scelta di legarlo così strettamente
a Internet Explorer. A prescindere dall’esclusione di altri browser, ci è
parsa poco lungimirante l’assenza di un ‘ponte’ verso strumenti come gli aggregatori
di feed RSS. Vedremo se in futuro verrà colmata la lacuna. Intanto, parallelamente
alle soluzioni di gestione avanzata dei bookmark di tipo desktop, si vanno sviluppando
quelle basate su servizi web remoti, come l’eccellente Furl. Approcci diversi,
anche nella politica commerciale. Il tempo ci dirà quale dei due sarà
vincente.