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Spymac anticipa e spiazza Gmail, Yahoo! arranca

Mentre Yahoo limita i danni regalando 100Mb ad alcuni dei propri utenti, Gmail è costretta a subire le critiche circa la policy attuata per il servizio. Intanto spunta Spymac: 1 Gb di spazio, Webmail e POP3. E soprattutto niente pubblicità.

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Ancora una volta è Google a dettare i ritmi della competizione. Ad alcune ore dall’annuncio del servizio Gmail (sorprendente per la grande capacità di archivio promessa agli utenti, ben 1 GByte), Yahoo! è costretta a reagire al fine di evitare una eccessiva emorragia di utenti verso la fazione opposta.

La risposta di Yahoo è però quantomeno timida: ad alcuni degli utenti (ai quali è stata inviata una speciale promozione via mail) verrà aumentato gratuitamente a 100Mb lo spazio a disposizione. Il pacchetto precedentemente acquisito da tali utenti aveva un costo di 50$, e lo spazio offerto è comunque decisamente minore rispetto all’immensità dell’archivio Google.

Hotmail rimane in attesa di sviluppi, e la risposta più importante arriva invece da un piccolo gruppo di area Apple: Spymac. Forte di un’utenza limitata a 47.000 unità, Spymac non solo eguaglia l’offerta Google ma la supera sotto numerosi (e non ininfluenti) aspetti. Innanzitutto va registrata la vittoria sulla tempistica: mentre Google è ancora in fase di test e annunci, Spymac ha reso effettiva l’offerta di uno spazio d’archivio pari a 1 Gb già a partire dal 5 Aprile. Il tutto, come per Google e a differenza di Yahoo! e Hotmail, a titolo gratuito.

Importante novità rispetto all’offerta Google è la disponibilità del servizio POP3. Ma il vero valore aggiunto del servizio è precisato a chiare lettere nell’annuncio ufficiale del gruppo: «Spymac Mail non include la scansione delle keyword a fini di ricerca e non ha pubblicità». In poche parole vengono dunque fugati tutti i dubbi che hanno fomentato fin dal primo minuto le perplessità legate a Gmail: nessuna indicizzazione, nessuna intrusione nelle mail, nessuna mappatura.

In attesa di un nuovo assestamento delle offerte del settore, alcuni paradigmi sembrano ormai essere assodati: lo spazio di archivio non è più un problema e la vera battaglia è ormai combattuta sul piano dei regolamenti di policy e soprattutto nell’ottica della tutela della privacy.