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Baystar & Red Hat: terremoto in casa SCO

Baystar fa desiderare i propri proventi alla causa, chiede la sostituzione dei vertici aziendali e Microsoft aleggia come un'ombra alle spalle del tutto; Red Hat intanto rincara la dose. In casa SCO le acque si fanno agitate.

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La piccola SCO fatica sempre di più a muoversi nelle acque melmose della causa legale con Linux. La parte avversa non abbandona il tiro, e nel contempo il fronte dell’accusa mostra preoccupanti segni di cedimento. Le maggiori novità giungono infatti da Baystar, tra i finanziatori del gruppo di Lindon (Utah), e Red Hat, principale vendor del pinguino.

Quello scatenato da Baystar è un vero e proprio terremoto. Il gruppo, facendo leva su alcune irregolarità rilevate nel raggiungimento degli obiettivi imposti dal contratto tra le parti, chiede una revisione dei vertici aziendali. Tale mossa, destabilizzante per tutto il gruppo, è stata respinta e le accuse sono state rimandate al mittente chiarendo come il team stia muovendosi unitamente verso l’obiettivo preposto. Da parte sua Baystar propone la sostituzione dei vertici “senior” auspicando la sostituzione con elementi maggiormente esperti in casi legali (ultimamente vero e proprio core business virtuale del gruppo).

Facendo riferimento a Baystar, il problema principale non è tanto la polemica verbale (scomoda quanto finora sterile), quanto la ferma volontà del finanziatore di limitare gli investimenti nel gruppo titolare dei diritti sul codice Unix. Come ha espressamente comunicato il CEO SCO Darl McBride nell’ultimo trimestre le spese legali relative al caso Linux sono ammontate a 3.4 milioni di dollari: la causa legale potrebbe dunque divenire insostenibile se dovessero venire a mancare i presupposti finanziari finora assicurati dalla generosa elargizione dei maggiori investitori.

Va ricordato inoltre come la stessa Baystar sia legata agli investimenti Microsoft (principale rivale Linux), per cui rimane pesante il sospetto di una, sia pur criptica, trama sottostante tutto il caso. Sospetto che ha inoltre già trovato riscontri in pressioni Microsoft emerse da comunicazioni private non rimaste tali.

Altri motivi di preoccupazione in casa SCO giungono dalla rivale Red Hat. La causa parallela a quella contro IBM era stata infatti congelata in sede giudiziaria in attesa di una decisione circa l’altro caso connesso. Red Hat ora chiede una revisione della decisione in virtù del fatto che i due casi, sia pur se interconnessi, risultano avere motivazioni ed estremi differenti: Red Hat infatti non entra nel merito del codice, ma chiede piuttosto che SCO interrompa una campagna informativa dannosa per il mercato e lo sviluppo del gruppo vicino al pinguino.