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Il futuro della ricerca secondo Google

Obiettivo numero uno: migliorare la relazione tra le ricerche effettuate e le promozioni proposte: ben il 60% delle promozioni è priva di pubblicità, un'emoraggia da chiudere con un sistema di keyword più flessibile. Rinnovato, nel frattempo, Blogger.

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L’approdo in borsa è ormai ufficiale e giunge per Google il momento di apportare un’ulteriore pressione sull’accelleratore non solo per meglio motivare i potenziali acquirenti ma soprattutto per consolidare una leadership di mercato che deve fare i conti con una crescente concorrenza.

Una ricerca avrebbe infatti evidenziato un grosso buco nel sistema di promozione Google: solo una percentuale tra il 40 ed il 45% delle ricerche effettuate sul motore è connesso ad una promozione. Solo negli Stati Uniti, dunque, secondo i dati forniti da ComScore Networks, sui 120 milioni di ricerche giornaliere effettuate dagli utenti ben 72 milioni non apportano a Google alcun introito.

Riconducibile semplicemente ad una relativa inefficienza dell’allocazione delle promozioni, tale inefficienza può rappresentare una nuova arma in mano al gruppo se solo il sistema di promozione sarà in grado di mutare fino a raggiungere un’efficienza maggiore. La via maggiormente plausibile e potenzialmente più efficiente (già in via di sperimentazione anche da altri motori di ricerca) è un sistema che non ricolleghi la promozione a keyword puntuali e discrete, ma anche a frasi e terminologie similari: il percorso di sviluppo sposta dunque parzialmente l’oggetto della promozione dalla semplice parola-contenitore al suo contenuto semantico.

Postilla importante delle note lasciate trapelare dai programmi Google è la ferma volontà di mantenere intatta l’attuale impostazione della Home Page: in ottemperanza ai “mantra” espressi dalla dichiarazione di intenti che Larry Page ha redatto in occasione dell’approdo in borsa, Google rimane dunque rivolto completamente all’utente e rinuncia alle promozioni in home page (a differenza, ad esempio, dell’approccio opposto sposato dal rivale Yahoo!) in nome di una maggiore semplicità e velocità della ricerca.

In un’intervista rilasciata a CNET, il responsabile Google Craig Silverstein specifica inoltre come il PageRank (nonostante le critiche mosse in seguito ai numerosi exploit creati contro il sistema base dell’archivio del motore) non è al tramonto, ma anzi continuerà a costituire l’ossatura della struttura della ricerca. Considerare il PageRank alla frutta significa dunque avere «una visione decisamente statica del mondo».

Novità di tutt’altro tipo è quella che coinvolge invece una delle attività parallele alla ricerca che Google ha intrapreso: completamente rinnovato, infatti, il sito e il funzionamento del noto Blogger: nuovi template e nuove modalità di interazione con il server (mail, cellulari), con un notevole incremento del supporto gratuito offerto agli utenti. Ancora una volta, dunque, un miglioramento qualitativo che va incontro all’utente e migliora il feeling tra il destinatario del servizio ed il fornitore dello stesso.