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UE: anche il software si può brevettare

Il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea vara una controproposta di direttiva sulla brevettabilità del software. Un colpo di spugna che rivolta il precedente voto del Parlamento Europeo.

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Con un colpo di mano maturato nelle ultime ore ma nell’aria ormai da tempo, il Consiglio dei Ministri europeo ha rigettato la decisione sancita dal voto dell’Europarlamento ed ha approvato una nuova proposta di direttiva sulla brevettabilità del software.

Il modello è, in buona sostanza, quello di una giurisprudenza del settore plasmata sull’esempio americano (nonostante tutte le problematiche che tale modello sta palesando oltreoceano). Se sarà questo, alla fine del procedimento legislativo, il profilo del provvedimento, è facile immaginare una corsa al brevetto in grado di sconvolgere, e secondo alcuni limitare, lo sviluppo dell’industria informatica.

Nonostante le dichiarazioni rilasciate in precedenza, l’Italia non ha espresso parere contrario, ma si è semplicemente astenuta. Secondo Stanca, tale decisione è basata sul fatto che la direttiva potrà subire ancora diversi cambiamenti e, nonostante l’attuale avversità italiana al modello votato, ci si è limitati ad una astensione da intendere come atto di fiducia: non mancheranno, lascia capire Stanca, richieste di miglioramento al testo approvato ieri.

Le critiche nascono soprattutto dal fatto che il Consiglio ha di fatto rivoltato il voto dell’Europarlamento. Un colpo di spugna a tutti gli effetti, che ha preso forma il 17 maggio, quando il presidente di turno irlandese ha proposto il riesame del testo. Dietro la direzione irlandese sembra aleggiare, secondo alcuni, l’ombra di Microsoft, e questo aspetto non può che lanciare ulteriori sospetti su quanto successo.

La direttiva così modificata deve ora passare ad una nuova lettura del Parlamento Europeo.

Tutti i dettagli della vicenda nel Focus di domani di HTML.it.