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L’iter dell’anti-Urbani

Il Decreto legge che dovrà modificare le norme introdotte dalla legge Urbani è online sul sito del Senato. Forse l'approvazione definitiva entro l'estate. Intanto i radicali denunciano i responsabili del sito di Urbani

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Mentre il deputato europeo radicale Marco Cappato denuncia, con un esposto alla Polizia amministrativa e postale, gli autori e responsabili del sito web del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per violazione della “legge Urbani”, il Senato ha reso pubblico il testo delle modifiche alla stessa legge, proposte il 31 maggio scorso da alcuni esponenti della maggioranza di Governo.

Catalogo come Atto Senato 2980, lo strumento utilizzato dal legislatore per rimaneggiare la legge sul diritto d’autore è nuovamente un disegno di legge “omnibus”, con all’interno una diecina di norme che comprendono vari campi di azione. La pezza è composta da due articoli, approfonditi in vari commi. Vediamoli da vicino.

Spulciando il primo dei due articoli ci si imbatte nella costituzione della Fondazione intitolata al cantante Giorgio Gaber, e quella della Fondazione intitolata al filososofo Lucio Colletti. Spulciando e leggendo si incappa nei quai 10 milioni di euro devoluti, in tre anni, al “Piano pluriennale per l’archeologia” e ai 4 milioni di euro da impiegare, sempre in tre anni, per il completamento della “Biblioteca digitale italiana”.

Nel decreto il ministero dei beni culturali torna in possesso del Castello Carrarese di Padova, mentre circa 3 milioni e mezzo di euro vengono assegnati al Teatro dell’Opera di Roma.

Il secondo, il terzo e il quarto comma del secondo articolo trattano la legislazione sul diritto d’autore. Con il comma 2 il governo propone al Parlamento di ripristinare nella legge sul diritto d’autore (la legge 633 del 1941) la dicitura “per fini di lucro”, sostituita improvvidamente dalla Camera dei Deputati in “per trarne profitto”. Con il comma 3 si propone l’abrogazione dell’intero articolo 1 del decreto, quello che prevedeva il fantomatico bollino sulle opere d’ingegno pubblicate su Internet. Con il comma 4 si cancella la tassa sui software di masterizzazione, sugli hard disk e sugli altri dispositivi di memorizzazione.

Come già previsto in ambito di discussione parlamentare, per merito degli ordini del giorno promossi ed approvati grazie all’attivismo del senatore Verde Fiorello Cortiana, quello del governo è un vero e proprio dietrofront. Del vecchio e più volte rimaneggiato Decreto Urbani, presentato per la prima volta nello scorso Marzo, rimane solo l’estensione del reato di violazione del diritto d’autore all’immissione “in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere” di materiale protetto e alcune norme che inaspriscono la responsabilità dei provider.

L’iter della legge è dunque in pieno svolgimento anche se per la prima discussione pubblica si dovrà aspettare la ripresa delle attività parlamentari previste per il 15 giugno, ad elezioni smaltite. Nelle previsioni più rosee il disegno avrà una corsia preferenziale e potrà così essere approvato dalle commissioni cultura di Camera e Senato in sede deliberante, saltando cioè la discussione in aula. Il tutto dovrebbe giungere a compimento prima dell’estate o poco dopo la metà del mese di luglio. Tutto ciò a patto che i tanti articoli e le tante norme di cui è composto il disegno di legge non trovino innalzate le barricate da parte degli schieramenti politici.

La legge non si limita tuttavia ad una modifica di vecchie norme, ma guarda anche al futuro. Istituisce infatti una commissione che in quattro mesi dovrà dare vita ad una proposta di legge per il «riassetto della normativa sul diritto d’autore concernente la diffusione delle opere dell’ingegno per via telematica», vale a dire una legge sul file sharing e sul Peer to Peer. In questo caso le competenze passeranno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali al Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie del ministro Lucio Stanca.

Di fronte ai cambiamenti in corso, non si fermano le azioni di sensibilizzazione della FIMI, la Federazione musicale italiana, che lo scorso martedì ha annunciato i primi risultati dell’azione di lotta al file sharing condotte in Europa. Secondo quanto affermato dalla FIMI sono circa 200 i procedimenti europei contro gli utilizzatori di sistemi di file sharing, di cui 30 in Italia. Sempre secondo la FIMI, nei primi giorni del mese di giugno, la condivisione dei file illegali è diminuita del 25 per cento mentre le piattaforme legali di scaricamento sono aumentate di 5 volte in un anno.

Nel frattempo il decreto Urbani, tuttora legge dello Stato e pienamente in vigore, fa la sua prima vittima. Il deputato europeo radicale Marco Cappato ha infatti presentato un esposto alla Polizia postale in cui vengono denunciati i responsabili del sito web del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la violazione del primo comma art. 1 della legge Urbani, quello che definisce l’obbligo di esporre un “idoneo avviso” sui contenuti protetti da diritto d’autore presenti sul sito.