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In pericolo il brevetto sul JPG: Forgent nel mirino

Tutto ruota attorno alla piccola azienda Forgent: nel 1997 acquisisce Compression Labs per spingere la videoconferenza; nel 2002 inizia a contestare l'uso del formato JPG su cui detiene i diritti; nel 2004 rischia di perdere il brevetto.

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Solo pochi mesi or sono Forgent lanciava pesanti accuse contro 31 aziende colpevoli di non aver ottemperato ai diritti che l’azienda detiene sul formato di compressione JPG, ora l’azienda stessa si trova sotto il tiro incrociato di 20 grandi nomi che intendono far decadere anzitempo i diritti derivanti dal brevetto in questione.

Il caso emerge da un report del Los Angeles Times, secondo cui la piccola Forgent sarebbe nel mirino di un gruppo di aziende del quale fanno parte i seguenti grandi nomi: IBM, Hewlett-Packard, Agfa, Dell, Gateway, Matsushita, PalmOne, Ricoh, Apple, Canon, Eastman Kodak, Fujitsu, Toshiba, Xerox.

Il tentativo è quello di far decadere (per ovvi interessi, visto il largo impegno delle aziende in ballo nella grafica informatica e nella fotografia digitale) il brevetto numero 4.698.672 registrato il 6 Ottobre 1987 (dunque a tre soli anni dalla scadenza dello stesso, di durata legislativa ventennale). La denuncia è stata depositata nei giorni scorsi presso la Corte Federale di Wilmington (Delaware) ma non sono al momento chiari i dettagli dei contenuti dell’accusa.

I problemi sono sorti nel 2002 quando per la prima volta Forgent fece capire la propria intenzione di far valere i diritti acquisiti sul brevetto relativo al JPG. E “acquisiti” non è una parola casuale, in quanto tali diritti provengono da una vera e propria acquisizione: è il 1997 quanto la piccola Compression Lab (detentrice originale di un brevetto per il quale non ha mai fatto gravare alcuna contestazione) entra in possesso della Forgent.

Nel 2002 iniziano le prime rimostranze della nuova acquirente e non poche aziende chiudono presto il contenzioso con lauti patteggiamenti milionari. Tra le 31 aziende accusate figuravano nomi quali Sony (tra le prime a pagare), Macromedia, Kodak, Xerox, Dell, IBM, Apple, Microsoft (a lungo in trattativa senza giungere ad un accordo finale).