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Amazon, aumenta il fatturato ma crolla l’utile

Per Amazon il primo trimestre 2005 è stato un momento particolarmente grigio a livello finanziario, ma i dati non sembrano preoccupare gli analisti. Il pacchetto azionario cede pochi punti percentuali, l'utile crolla e il fatturato aumenta

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Nei giorni in cui Google e Yahoo! celebrano con cifre da capogiro il loro primo trimestre finanziario 2005, un altro grande nome del web è costretto invece ad ammettere un momento complesso dopo alcuni anni di importante crescita: Amazon, il gruppo di Jeffrey Bezos noto in tutto il mondo per aver rivoluzionato la vendita dei libri in Rete, ha visto crollare i propri introiti netti rispetto ad un anno fa e paga conseguentemente del risultato anche sul listino azionario.

Il fatturato cresce del 24%: 1.9 miliardi di dollari contro 1.53 miliardi dell’anno passato. In calo, però, l’utile rimasto nelle casse Amazon: dai 110 milioni dello scorso anno si passa infatti ai 78 dell’anno corrente (0.18 dollari per ogni azione contro gli 0.26 del 2004): segno positivo, ma valori assoluti in picchiata. Formalmente si tratta di un deceleramento di quella crescita che aveva portato Amazon a guidare la spinta della new economy negli anni passati e nel risultato pesano in particolare alcune voci in uscita di una certa entità assoluta (in primis 56 milioni di oneri fiscali). In crescita gli investimenti in ambito marketing.

Il risultato negativo sembra dunque essere frutto di una particolare congiuntura che non getta irreparabile negatività sulle proiezioni finanziarie annuali del gruppo. Anzi, i 700.000 volumi del prossimo Harry Potter già prenotati, in particolare, rappresentano la base sulla quale Amazon intende proseguire sulla sua strada offrendo «i prezzi più bassi ogni giorno». Il gruppo, infatti, già promette nuovi investimenti nel settore della ricerca sul web dove il proprio motore A9.com già si è distinto per alcune importanti idee innovative. Grande attenzione, a questo punto, verrà riversata sulla prossima trimestrale ove sarà possibile interpretare meglio le prime cifre dell’anno (sommariamente in linea, comunque, con le previsioni della vigilia).