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Google Print non lascia, ma raddoppia

Dal 1° Novembre Google riprenderà la scannerizzazione dei libri, così come operato nella prima contestata fase, ignorando dunque le denunce portate avanti da associazioni di autori ed editori contro il servizio Google Print. L'OCA ai nastri di partenza.

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Nel braccio di ferro legale tra Google, editori ed autori, il motore di ricerca non molla la presa e decide anzi di aumentare la propria pressione. Il fuoco nemico evidentemente non ha messo paura al gruppo di Mountain View: due denunce sono già agli atti, una ampio dibattito si è sviluppato in proposito, il CEO Eric Schmidt è già intervenuto in prima persona, ora è il momento delle decisioni. Dal 1° Novembre, dunque, l’attività di scannerizzazione dei libri riprenderà regolarmente dopo la pausa concessa in favore di quanti avessero voluto chiedere la rimozione delle proprie opere dall’indice.

Il principio sul quale fa leva Google è quello del Fair Use, previsto dalla normativa USA sul copyright, secondo cui l’attività di scannerizzazione può essere considerata legale nel momento in cui il prodotto risultante non diventa materia per la diffusione di copie non autorizzate delle opere in oggetto (questo il grande timore di autori ed editori). In linea di principio Google Print evita tale possibilità permettendo esclusivamente un accesso puntuale alle pagine, ma è un problema legato alle autorizzazioni preventive a creare il contrasto tra le parti.

Mentre Google si appresta a lanciare la seconda fase del progetto, Microsoft si appresta ad inaugurare la propria avventura nell’OCA in compagnia di Yahoo!, Adobe ed altri gruppi. La digitalizzazione dei primi libri è alle porte ed una prima versione del servizio sarà disponibile per il 2006. Se sul piano legale Google avrà la meglio si troverà con un ampio vantaggio nell’ennesimo mercato aperto da un’idea del gruppo; se invece in sede di giudizio avranno la ragione autori ed editori, per l’OCA la cosa costituirà un comodo lasciapassare ed una importante vittoria di mercato sulla diretta concorrenza (l’OCA gode infatti della benedizione delle stesse associazioni oggi firmatarie delle denunce a Google Print).