QR code per la pagina originale

Libero filtra parzialmente il traffico P2P

Libero filtrerebbe parzialmente il traffico P2P per ottimizzare lo sfruttamento della banda nelle ore di punta e la cosa ha creato un autentico vespaio: il provider ha così spiegato le proprie motivazioni ed illustrato i dettagli della nuova policy

,

L’utenza di Libero dovrà fare i conti con una discutibile e discussa limitazione imposta alla navigazione dei propri clienti: il traffico P2P verrà infatti filtrato (pur se in momenti precisi ed a specifiche condizioni) ed il tutto ha già fatto sollevare un autentico polverone attorno all’offerta da parte dei clienti interessati.

Libero ha risposto con un comunicato ufficiale che spiega nei dettagli la novità, avanzando motivazioni richiamanti la necessità di offrire la miglior performance possibile di navigazione a tutti gli utenti connessi: «Libero applica una policy per il corretto utilizzo della banda larga (“fair use”) allo scopo di migliorare la qualità media del servizio a vantaggio di tutti i Clienti». Una politica, dunque, che privilegia dichiaratamente il traffico “conversazionale” (navigazione, posta, VoIP…) rispetto a quello «generato da software di file sharing: ma solo negli orari di punta, solo se necessario e solo per le ADSL che non sono su rete di Libero. […] La policy si rende necessaria in particolare per i Clienti la cui linea ADSL non è direttamente collegata alla rete di accesso di Libero e quindi dove i parametri di qualità non sono completamente sotto il nostro controllo. In questi casi, infatti, negli orari di picco (tipicamente nel pomeriggio/sera dei giorni feriali) si possono verificare fenomeni di congestione».

Libero respinge dunque in toto le accuse piovute nelle ultime ore sul provider: «iniziamo col chiarire che la policy di QoS (Quality of Service) adottata da Libero non blocca alcun tipo di traffico. Al contrario privilegia, solo in orari di picco e solo se si rende necessario, il traffico “conversazionale” […] rispetto al traffico generato da software di P2P o file sharing»: non inibizione, dunque, ma scala di valori predeterminata in grado di favorire un certo tipo di traffico ad un P2P accusato di occupare troppa banda.

Il comunicato si chiude con un appunto dedicato al “mulo”: «stiamo rilevando l’insorgere di alcuni disservizi, legati in particolare all’utilizzo del software “eMule“. Stiamo lavorando con il fornitore della tecnologia di routing (tecnologia che costituisce la base della policy) per risolvere tali problemi al più presto».