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Mediaset apre il proprio music store

Anche Mediaset si avventura nel mercato della musica digitale: le trasmissioni televisive del biscione faranno da traino infatti al nuovo MusicShop, negozio online su cui acquistare musica con DRM Microsoft a 0.99 euro per ogni brano e 9.99 per ogni album

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E alla fine anche Mediaset apre il proprio music store. Fin da subito il progetto evidenzia buone potenzialità grazie all’evidente traino televisivo di cui può godere: in un paese come quello italiano, ove la televisione rappresenta ancora e sempre il medium per eccellenza, un link tra i due servizi costituisce un valore aggiunto indispensabile che potrebbe fornire buoni risultati a quello che ha preso il nome di “MusicShop“, «il portale Mediaset della musica online» musicshop.it.

Il traino televisivo è evidente soprattutto in due delle rubriche attivate. Da una parte v’è la possibilità di scaricare le basi musicali di “Amici“: quella che è l’utenza della trasmissione diventa automaticamente potenziale utenza del music store. Dall’altra v’è la suggestione di una playlist griffata in cui ciclicamente vari personaggi televisivi propongono quelli che sono i propri gusti musicali: l’effetto “star system” si conferma vincente. Inevitabilmente lo stesso processo letteralmente “multimediale” viene applicato a trasmissioni quali “Lucignolo” o al “Festivalbar“.

La pagina riservata all’assistenza è chiara circa i limiti di duplicazione dei file acquistati: «MusicShop ti consente di acquistare e salvare i brani su 3 PC, di effettuare 7 masterizzazioni su CD e di realizzare 5 copie su device mobili compatibili con i DRM Microsoft». Ogni file acquistato costa 0.99 euro ed ogni album 9.99 euro (prezzi, dunque, allineati al più noto iTunes). I pagamenti possono essere effettuati tramite Visa o Mastercard attraverso GestPay, il servizio di pagamenti online di Banca Sella.

Il target giovanile di gran parte della programmazione Mediaset è un ulteriore punto a favore del successo dell’iniziativa: l’utenza giovanile è quella più attenta ai fenomeni di costume nonchè quella maggiormente propensa all’acquisto. I punti a sfavore sono invece rappresentati da un mercato in progressiva saturazione (iTunes mantiene un appeal superiore e Microsoft sta per piombare sul settore), da una utenza italiana per larga parte lontana da tutto ciò che è l’informatica e da un persistere di utenti privi di banda larga per i quali permane l’inaccessibilità ad un comodo download musicale.

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