QR code per la pagina originale

Microsoft usa software craccato: ecco le prove

Microsoft sarebbe caduta in una pericolosa trappola: alcuni file interni a Windows XP sarebbero stati prodotti usando software Sony craccato. L'indizio (si attende un commento ufficiale in merito) emerge dall'apertura di file audio con editor esadecimale

,

Se dimostrato, il caso avrebbe del clamoroso. Il sito Techrepublic pensa infatti di aver scoperto come alcuni file usati da Microsoft in Windows XP siano stati prodotti adoperando software pirata. La tesi è ancora priva della sua “pistola fumante”, ma gli indizi sono chiari e starà ora all’ufficio stampa di Redmond saper rispondere o reagire adeguatamente a quanto suggerito.

Per capire quanto successo è sufficiente fare un esperimento. Bisogna innanzitutto cercare la seguente cartella:

Windows/Help/Tours/WindowsMediaPlayer/Audio/Wav

All’interno vi si troveranno 9 file denominati wmpaud1, wmpaud2, eccetera. Se ne sceglie uno e lo si trascina su Blocco Note (o altri editor esadecimali). A questo punto è sufficiente scorrere a fondo pagina, ignorando l’indecifrabile codice emergente nella prima parte del file e notando esclusivamente la stringa finale:

LISTB INFOICRD 2000-04-06 IENG Deepz0ne ISFT Sound Forge 4.5

«Bingo!»: secondo Techrepublic il nome “DeepzOne” è riferito ad un ex-membro del warez group Radium, specializzato nel cracking di software musicali. Il nome, inoltre, sarebbe direttamente ricollegato alla produzione della versione craccata di Sound Forge 4.5, software Sony del costo di 400$ per la produzione di file WAV, AIFF, MP3 ed altri formati.

Al momento nessuna spiegazione è giunta da Microsoft e presumibilmente il tutto verrà attribuito o a ditte esterne o a particolari dipendenti i quali subiranno debite conseguenze per quanto emerso. A meno di strani equivoci (gli indizi sono particolarmente pesanti), il danno è ormai compiuto per una azienda che grandi battaglie sta portando avanti contro la pirateria software per poi ritrovarsi il problema direttamente in casa.

Update
La notizia è riemersa sul The Inquirer, ma risulta in realtà vecchia di qualche tempo. Ai tempi Microsoft avrebbe respinto ogni accusa pur senza fornire particolari indicazioni ulteriori (ed i file sono tali a tutt’oggi). Qui le spiegazioni di allora. Si ringrazia Tweakness per la pronta segnalazione.