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Boston ambisce al broadband non-profit

Boston, seguendo una via diversa rispetto a Philadelfia e San Francisco, ha deciso di costituire la propria rete wireless cittadina partendo dalla costituzione di una entità non profit. L'obiettivo è quello di ridurre i prezzi ed aumentare la competizione

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Una vera e propria Task Force guidata da Thomas Menino è al lavoro fin dallo scorso Febbraio per identificare un modello di business valido e performante per portare la connettività wireless per le strade di Boston. Il modello identificato è quantomeno innovativo: deporre il lavoro nelle mani di una entità non-profit

L’obiettivo è ben espresso nel comunicato che chiude i lavori della task force: se l’idea finale è quella di creare opportunità di lavoro, promuovere crescita economica ed offrire i vantaggi che solo l’innovazione tecnologica può apportare, la creazione di una rete a basso costo è l’unico sistema per distillare tali condizioni in tutte le case ed a tutta la cittadinanza. Il mantenimento di un profilo tariffario basso è possibile solo adoperandosi affinchè il lucro emergente non vada nelle tasche di un privato, ma rientri nel bilancio per promuovere nuovi investimenti o abbassare ulteriormente i costi imposti alla popolazione.

Ovviamente il modello deve essere economicamente sostenibile, ed è da questa base di bilancio che l’analisi di Menino prende spunto per delineare il progetto: 16-20 milioni di dollari (capitali privati) è la cifra necessaria per mettere in piedi l’infrastruttura. I provider privati potranno in seguito adoperare l’infrastruttura stessa per portare la propria offerta all’utenza: accrescere la competizione nel settore è il primo effetto desiderato in quanto è solo con la concorrenza che si può ambire al crollo dei prezzi.

Secondo il report il 30% della popolazione di Boston ancora ignora la rete Internet ed un ulteriore 30% naviga in dial-up: la nuova offerta punta a ridurre tale condizione di digital divide e la sola esistenza di una rete wireless attiva in tutto il paese è in grado di agire positivamente in tal senso. La notizia è stata accolta positivamente da più parti e si prevede che anche altre città possano adottare il modello di Boston nella costituzione della propria rete. San Francisco e Philadelphia hanno già seguito strade ben diverse, affidando ad un grande gruppo l’onere ed il lucro derivanti da identica necessità.

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