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Bill Gates non ci sta e risponde ad Apple

Bill Gates risponde per le rime ad alcune provocazioni provenienti dal mondo Apple. Secondo Gates Mac OS X non è per nulla innovativo, è meno sicuro di Vista ed i lunghi tempi necessari allo sviluppo hanno portato ora Vista ad una evidente superiorità

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Mesi e mesi di punzecchiature continue ed alla fin fine anche Bill Gates ha ceduto rispondendo per le rime ad Apple e rispedendo al mittente una per una tutte le accuse piovute su Vista e su Microsoft. La scintilla che ha fatto scattare Gates è la nuova pubblicità Apple con cui un giovane simil-Steve Jobs è messo a confronto con un giovane simil-Bill Gates e le parti dovrebbero raffigurare il bello contro il brutto, l’efficienza contro l’inefficienza: il Mac contro il Pc.

Una intervista a Newsweek incentrata su Vista è presto diventata l’occasione per entrare in una diatriba ultraventennale che ancora sembra appassionare l’utenza ed i capostipiti delle due “religioni”: Microsoft o Apple? Pc o Mac? Partendo dalla pubblicità citata, Gates si toglie i sassolini dalle scarpe e li scaraventa contro Cupertino: «non penso che quell’oltre 90% della popolazione che usa Windows pensi a se stesso come un idiota […] come qualcuno cerca di dire».

L’intervista di Gates è lunga ed attraversa tutti i principali punti di forza di Vista. Il guru Microsoft spiega che aver compiuto grandi progressi a livello di sicurezza ha implicato per Microsoft tempi lunghi di sviluppo e nel frattempo è ovvio che Apple abbia potuto portarsi avanti nell’interfaccia. Gates asserisce di non capire i motivi di questa autoconvinzione nella superiorità di un sistema di minoranza rispetto ad un altro e di voler lasciare alla propria utenza, comunque, ogni giudizio in merito. Un passaggio merita citazione specifica: «se volete solo dire “Steve Jobs ha inventato il mondo e il resto di noi gli è andato appresso” allora ok. Ma se siete interessati, Jim Allchin vi spiegherà funzionalità per funzionalità la verità in proposito».

La stilettata più argomentata è quella relativa alla sicurezza. Gates, infatti, fa riferimento all’iniziativa con cui stanno per essere segnalate molte nuove vulnerabilità relative a Mac OS X, iniziativa che lascia emergere un numero di problemi che per Windows Vista sarà (secondo la tesi di Gates) sicuramente minore. Il tempo di sviluppo necessario, ancora secondo Gates, ha offerto a Vista molto vantaggio rispetto alla concorrenza ed ora gli attacchi provenienti dal mondo Apple non avranno più troppi argomenti a disposizione.

Ancora una volta, insomma, il mondo dell’informatica si trova polarizzato sullo scontro “Steve Jobs vs Bill Gates”. Di qui o di là, due fazioni contrarie ed onnicomprensive a cui solo il polo open source fa da valido contraltare. Su questo dualismo si sviluppa anche questa nuova intervista, sulla scia del precedente “Hasta la vista, Vista” con cui la parte opposta solleticava la sfida. Dualismo, se non altro, che alimenta il perpetrarsi del sistema: cambiano gli equilibri, ma non cambiano i principi: trattasi di scegliere da quale parte stare, ma la libertà di scelta è poi, agli effetti, limitata ad un estremamente esiguo numero di opzioni.

Ieri, come oggi, così domani: Pc o Mac? Sotto questo punto di vista la risposta, probabilmente, è la domanda stessa.