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Italia.it, interviene la Margherita

Una assemblea dell'Osservatorio ICT della Margherita ha tentato di portare un po' di chiarezza sul caso Italia.it. L'assemblea è stata utile per spiegare l'uso che dei finanziamenti è stato fatto, ma gli interrogativi aperti rimangono ancora molti

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«Si è tenuta oggi, nella sede nazionale della Margherita, l’assemblea dell’Osservatorio sulle ICT della Margherita, aventi come oggetto il nuovo portale del turismo Italia.it, alla quale sono stati invitati anche Roberto Falavolti, amministratore delegato di Innovazione Italia e Guido Improta vice Capo di Gabinetto del Ministro del turismo Francesco Rutelli. Il nostro presidente onorario, Paolo Zocchi, ha aperto, e moderato, il dibattito». Così il sito ufficiale dell’Osservatorio ICT della Margherita apre il riassunto relativo all’assemblea con cui il partito di Francesco Rutelli ha posto alcuni puntini sulle “i” su un progetto che sta facendo ampiamente discutere la rete.

L’intervento di maggiore importanza è quello del Presidente Paolo Zocchi il quale ha focalizzato l’attenzione sui costi dell’intervento compiuto: «dopo aver accennato all’importanza del tavoli di lavoro congiunti DL-DS, ha voluto sottolineare che il portale non è costato, come si detto erroneamente in questi giorni su molti blog, 45 milioni di euro e che c’è un ampio margine di miglioramento e di proficuo utilizzo delle somme disponibili per un proficuo utilizzo di queste disponibilità economiche per percorrere un processo costruttivo utile per il progresso del Paese. L’opinione pubblica è stata feroce nei confronti della messa online e l’Osservatorio ha voluto rimarcare la disinformazione che ha ruotato attorno a questo progetto. Non 45 milioni di euro, infatti, sono stati destinati a www.italia.it, bensì solo 7, che per altro non sono stati ancora nemmeno erogati». La cifra crescerà poco dopo sul blog di Paolo Zocchi a 7.8 milioni: «insomma dei 45 milioni stanziati resta da spendere quasi l’80%».

Sul suo blog Zocchi promette apertura e spiega che verranno recepite tutte le proposte “dal basso” anche nella direzione di un possibile miglioramento tecnico. Le possibili soluzioni indicate sono però quantomeno opinabili: «tra le proposte emerse un blog aperto ai suggerimenti, uno skype center e un collegamento a Second Life». Dal report dell’Osservatorio ICT emerge la tentazione di scaricare sull’operato del Governo precedente le colpe per quanto posto in essere con Italia.it: Guido Improta ricorda come la nuova gestione abbia trovato «una struttura di governance “pesante” costituita da quattro diversi comitati di circa 50 persone complessive, che sono state semplificate in un unico organismo molto più snello, per andare verso un modello di governance da definire con le Regioni». Roberto Falavolti ha invece sottolineato come solo ora vi sia una presenza istituzionale forte (incipit al subentro dell’ENIT alla gestione), a differenza di tutto il periodo che ha rappresentato l’apertura dei cantieri del sito.

I dettagli dei singoli interventi sono a disposizione grazie a Radio Radicale e nel frattempo si segnala una amara risposta all’informativa della Margherita proveniente dal blog che per primo ha raccolto gli umori di quanti si sono mossi a contestazione del progetto Italia.it.

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