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Social media, la strage di Virginia Tech e il ruolo di reporter

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La recente strage alla Viginia University ha portato dolore e sconforto in molti.

La sparatoria a opera di Cho Seung-Hui non ha solo riportato l’opinione pubblica a parlare del disadattamento giovanile e delle anesse problematiche psichiche, ma ha permesso anche di indagare su un mondo che i ragazzi vivono quotidianamente, quello di internet.

Ma cosa centrano i social media con questo assurdo evento?

Si è scoperto che Cho Seung-Hui prima di compiere quel folle gesto e prima di suicidarsi aveva girato 10 minuti di video e che ha poi diviso in 27 pillole oltre che a numerose fotografie.

Durante la sparatoria è stato girato un video che nel giro di pochissimo tempo è salito ai vertici delle hit di youtube.

Poco dopo, il dvd girato da Seung-Hui è arrivato alla NBC (era stato spedito da lui stesso subito dopo la sparatoria e prima di suicidarsi) e anche qui, nel giro di pochissimo sia i video che le foto hanno fatto il giro del mondo grazie al web.

Il potere mediatico di questi eventi è elevatissimo, ma sempre più internet sta sostituendo i classici media anche quando si tratta di reporting dal vivo.

Non è questo il primo caso, certo, ma cosa sarebbe successo se quei video e quelle foto fossero state inserite sul web prima del fatto? Qualcuno li avrebbe presi sul serio? Qual’è il grado di affidabillità che gli si avrebbe dato? La strage sarebbe potuta essere evitata? Mettere in evidenza questi fatti, parlarne e discuterne di continuo spinge a commettere questi assurdi gesti per mania di protagonismo?

Voi come la pensate ?