Privacy: l’importanza di conoscerla

Un disclaimer fatto male può portare come estrema conseguenza all’impossibilità da un punto di vista legale, di utilizzare i dati degli utenti registrati (e il rischio di vedersi chiudere il sito dall’Autorità Garante).Se il proprio sito dovesse essere studiato per essere remunerativo attraverso la pubblicità veicolata sugli utenti registrati, i danni causati da un disclaimer

Un disclaimer fatto male può portare come estrema conseguenza all’impossibilità da un punto di vista legale, di utilizzare i dati degli utenti registrati (e il rischio di vedersi chiudere il sito dall’Autorità Garante).

Se il proprio sito dovesse essere studiato per essere remunerativo attraverso la pubblicità veicolata sugli utenti registrati, i danni causati da un disclaimer errato possono essere devastanti.

Nei casi più gravi, il Garante può ordinare il blocco totale del trattamento sull’intera base di utenti registrati e obbligare il sito a cambiare il disclaimer mettendolo a norma.

Tutto questo implica di fatto la perdita di tutti i dati raccolti, l’impossibilità di continuare a mantenere nei propri database gli utenti registrati fino a quel momento e di fatto a ricominciare da zero l’attività di iscrizione dell’utenza.

Per fare qualche esempio, uno degli errori più classici in cui ci si può imbattere, consiste nel riscontrare in fase di registrazione, il check privacy già spuntato; una piccola comodità per l’utente che si sta per registrare… un invito esplicito ad autorizzare il trattamento dei dati.

Ebbene tale pratica (oltre che inutile) è sbagliata e potenzialmente molto, molto dannosa.

In caso di ricorsi o contestazioni da parte di utenti registrati, il garante per la protezione dei dati personali potrebbe persino procedere proprio al blocco totale del trattamento, obbligando a modificare la procedura di registrazione, azzerando di fatto la base utenza del sito.

Un altro errore che tipicamente si commette è indicare in modo poco chiaro (o non indicandolo affatto) la modalità del trattamento riguardo ai messaggi promozionali che l’utente riceverà tramite posta elettronica all’indirizzo comunicato.

Ogni singolo trattamento che il sito intenderà svolgere con i dati forniti dall’utente, va infatti espressamente indicato in modo chiaro e inequivocabile.

Inutile cercare fumosi giri di parole per “indorare la pillola”, o omettere del tutto la finalità del trattamento anche a fini pubblicitari. Oltre che un illecito, può rappresentare per il nostro sito un vero e proprio boomerang!

Ma le sfaccettature su questo tema sono molteplici, spesso nascoste fra le pieghe delle normative… l’esperienza spesso insegna a ciascuno di noi “il particolare” a cui occorre prestare attenzione… voi come vedete “la questione privacy” e cosa consigliereste di tenere fortemente in considerazione in base alla vostra esperienza?

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