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In Italia, investimenti comuni sulla rete come in Francia?

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Questa è una delle soluzioni possibili, al problema della rete Italiana, in termini di copertura, sviluppo e ammodernamento.
Lo stesso Gentiloni, ha segnalato l’esempio Francese, come una possibile delle soluzioni al problema.
Il caso Francese, a differenza di quello Inglese, ha permesso di condividere, gli investimenti sulla rete tra più operatori, per fare un esempio pratico, ha permesso di portare la larga banda anche in zone magari non molto appetibili dagli operatori in termini di ritorno degli investimenti, riducendo notevolmente i costi di scavo e di realizzazione dei sotto servizi di rete.

In Italia molto spesso si parla degli alti costi richiesti proprio da questo tipo di interventi, che spesso scoraggiano gli operatori e bloccano l’espansione della banda larga oltre che l’estensione delle reti degli operatori concorrenti a Telecom.

Un primo passo verso questo tipo di intesa, lo hanno fatto Telecom e Fastweb, quest’ultimo ha affittato da Telecom, alcune parti di sotto rete del vecchio progetto Socrate, mai usate da Telecom Italia.
E’ inoltre di questi giorni, la notizia che “Fastweb è disponibile a collaborare con Telecom e con gli altri operatori per realizzare la rete in fibra ottica di nuova generazione, partecipando a quello che viene tecnicamente definito ‘club of investment'”.

Che siano le prime basi per una futura e attiva collaborazione tra operatori, che porteranno l’Italia ad avere finalmente una rete tecnologicamente avanzata e di qualità?

Come si suol dire la speranza è l’ultima a morire, ma credo che la soluzione Francese, appoggiata quindi anche da alcuni operatori italiani, non sia da scartare, ma sicuramente dovrà essere oggetto di una attenta analisi e potrebbe essere sicuramente una soluzione al problema del “digital divide”.

Rimane comunque urgente e necessaria, una separazione della rete Telecom dai servizi offerti, da vedere se con una forte regolamentazione o con una separazione netta in due proprietà diverse.
In questo ultimo caso nella società proprietaria della rete potrebbero entrare gli altri operatori e magari fondere le proprie risorse in un unica grande rete, funzionale e tecnologicamente avanzata, riducendo i costi, aumentando la copertura e razionalizzando gli investimenti.

Non sarà facile per le autorità competenti, prendere una decisione che accontenti tutti, speriamo solo che sia la migliore per i consumatori/clienti e che non crei confusione e troppe diverse interpretazioni, ma una collaborazione attiva tra operatori, consumatori ed enti statali.

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