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L’iPhone supporterà applicativi Web 2.0

Steve Jobs ha svelato durante il corso del WWDC le modalità per la creazione di applicativi specifici per iPhone, i quali dovranno essere scritti seguendo gli standard Web 2.0. Nessun SDK specifico richiesto: è sufficiente semplice programmazione AJAX

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Il keynote tenuto da Steve Jobs al WWDC è servito principalmente per dissipare i dubbi di molti sviluppatori di terze parti: l’iPhone non richiederà un SDK specifico, ma le applicazioni potranno essere create tramite tool di sviluppo Web 2.0 quali Ajax, permettendo una ottima integrazione con le funzionalità dell’iPhone e senza compromettere affidabilità e sicurezza.

Il telefono sarà in vendita dal 29 giugno e secondo le previsioni ne verranno venduti 10 milioni di esemplari entro la fine del il 2008, generando entro un paio di anni un giro di affari pari a 10 miliardi di dollari. Una prospettiva decisamente ghiotta per gli sviluppatori, i quali erano da tempo in attesa di sapere quando Apple avrebbe rilasciato l’SDK (il Software Developer Kit) necessario per realizzare applicativi in grado di girare sull’iPhone e se la versione di Safari inclusa nel telefono targato Apple fosse veramente un mini-Safari in grado di girare su OS X oppure una versione ridotta di esso, come accade ad esempio con Internet Explorer sotto Windows Mobile.

La risposta è arrivata con l’intervento di Steve Jobs al WWDC: gli sviluppatori saranno in grado di sfruttare tutte le funzionalità presenti in Safari e quindi utilizzare i tool di sviluppo Web 2.0 come ad esempio AJAX (Asynchronous JavaScript and XML) per scrivere applicativi in grado di integrarsi con il telefonino e suoi servizi (per poter ad esempio mandare email, fare una telefonata o visualizzare una località su Google Maps). Gli applicativi scritti seguendo gli standard Web 2.0 possono estendere le capacità dell’iPhone senza compromettere la sicurezza e l’affidabilità: «gli sviluppatori e gli utenti saranno deliziati e sorpresi di quanto funzionino bene queste applicazioni sull’iPhone», ha dichiarato Steve Jobs, CEO di Apple, «il nostro approccio innovativo, utilizzando gli standard basati sul Web 2.0, permette agli sviluppatori di estendere le capacità dell’iPhone senza comprometterne affidabilità e sicurezza». Non è quindi necessario alcun kit di sviluppo; gli sviluppatori potranno scrivere codice per iPhone fin dal primo giorno dalla sua uscita. In fondo si tratta solamente di programmazione web.

Il keynote di Steve Jobs ha aggiunto quindi un ulteriore tassello al mosaico chiamato iPhone. La data di immissione sul mercato non è più un mistero e i suoi principali dati tecnici sono stati rivelati. Alcuni ulteriori particolari sono emersi dalla “guida alla vendita” distribuita da AT&T ai commessi che si occuperanno dell’iPhone, e riportati da Ars Technica: la presenza della connessione GPS sembra ricevere una decisiva smentita e non verrà fornito supporto per gli MMS e l’Instant Messaging.

L’iPhone potrebbe comunque portare benefici alla società della mela anche al di là dei dati di vendita: l’iPhone, assieme all’iPod, sarebbero in grado di far conoscere il mondo Apple anche a chi ne è completamente a digiuno, avvicinando così le persone anche agli altri prodotti targati Apple. Piper Jaffray, analista alla Gene Munster, si aspetta che l’iPhone acceleri le vendite di Mac introducendo più persone al software di Apple: «quando le persone entrano in contatto con i prodotti Apple, il loro interesse negli altri prodotti aumenta», ha affermato Munster, «e l’iPhone finirà nelle mani di molte persone che diverranno utenti Apple per la prima volta».