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Lo stabilizzatore d’immagine: ottico o digitale?

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Già da parecchi mesi la maggior parte dei produttori integra nelle proprio videocamere e fotocamere lo stabilizzatore d’immagine in una delle due versioni: ottico o digitale. In questo post capiremo quando servono, come funzionano e quale scegliere.

Quando si effettua una ripresa a mano libera occorre tener presente che già la semplice circola sanguigna non permette di avere una mano perfettamente ferma. Questo si nota sempre nei video mentre nelle foto tale fenomeno si evita, quando possibile, riducendo il tempo di esposizione.

Esiste, infatti una regola pratica molto nota che dice che per avere una foto nitida sarà necessario impostare un tempo uguale o più veloce dell’inverso della lunghezza focale dell’ottica con cui si sta fotografando. Ad esempio usando un 400mm la regola vorrebbe che il tempo minimo utilizzabile sia 1/400 sec.

In pratica se siamo in condizioni di scarsa luminosità o se usiamo lo zoom, avremo più difficoltà ad applicare questa regola e sarà necessario usare il cavalletto. Grazie allo stabilizzatore d’immagine è possibile guadagnare anche uno o due stop rispetto alla regola sopra esposta cioè ottenere foto più nitide, più luminose o con più profondità di campo oppure video meno traballanti.

Lo stabilizzatore digitale opera sulle immagini in tempo reale a livello software e funziona nel seguente modo: le immagini giungono al sensore CCD ma prima di essere memorizzate vengono ritagliate, ruotate e ridimensionate in modo tale che due immagini consecutive siano quanto più simili possibili compensando così il tremolio della mano. Queste operazioni possono comportare una perdita di qualità e nel caso di movimenti veloci causano nel video il cosiddetto “effetto elastico” cioè sembra che le immagini restino ancorate a un certo fotogramma per poi sbloccarsi “elasticamente”.

Lo stabilizzatore ottico è, invece, realizzato all’interno dell’obiettivo e opera sulle lenti. Grazie all’impiego di un giroscopio, infatti, le lenti flottanti si muovono in modo da deviare i raggi di luce per compensare i movimenti del corpo macchina senza alterare la qualità delle immagini. La foto illustra schematicamente questo principio di funzionamento.

È ovvio, pertanto, che lo stabilizzatore ottico garantisce un risultato qualitativo superiore a quello dello stabilizzatore digitale. Purtroppo, anche con il grosso aiuto degli stabilizzatori, i video a mano libera non saranno mai stabili come quelli eseguiti con il cavalletto. Per le fotocamere, invece, i risultati sono decisamente apprezzabili in molte circostanze in cui si sarebbe dovuto usare il cavalletto.