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Cresce il feeling tra smartphone e GPS

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I modelli di smartphone di fascia alta con il modulo GPS integrato sono sempre più frequenti. Per restare in ambito Symbian, basti pensare ai recenti Nokia N95, E90 e 6110 Navigator.

Anche se spesso le prestazioni sono inferiori a quelle dei ricevitori GPS esterni, il trend sembra confermato anche dalle richieste degli utenti.

Il vantaggio principale è ovviamente quello di avere a che fare con un unico apparecchio, migliorando l’immediatezza d’uso e semplificando la gestione complessiva di sistema.

Si può così evitare di avere a che fare con eventuali inconvenienti legati all’accoppiamento dei dispositivi e con due batterie da monitorare.

Lo svantaggio più evidente è invece appunto legato alla sensibilità del chipset preinstallato. Attualmente SiRFStar III fornisce la miglior sensibilità in sede di ricezione del segnale, ma è solitamente presente solo nelle unità dedicate.

Esistono però valide soluzioni, in grado di ovviare in parte a tale inconveniente.

Una di queste è costituita dall’Assisted GPS, particolarmente utile durante la prima fase di acquisizione del segnale per determinare la propria posizione o fix.

E’ ragionevole ipotizzare che la riduzione dei costi di questa tecnologia possa consentire, entro breve tempo, l’installazione di moduli GPS anche su terminali di fascia media.