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Una grande idea virale non si inventa!

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Il noto sito d’informazione WebProNews ha pubblicato oggi un interessante e sintetico post sull’efficacia “effettiva” delle numerose campagne di viral marketing che negli ultimi anni hanno caratterizzato l’archivio dei casi studio del mondo dell’advertising.

Dall’articolo emerge la difficoltà dell’ideare una campagna virale pienamente funzionante: solo il 15% dei pubblicitari ha raggiunto l’obiettivo di scatenare l’effetto virus con la propria strategia comunicativa sul target di riferimento.

Questa statistica mi ha indotto alla riflessione: sarebbe un po’ come dire che solo il 15% dei SEO è riuscito a posizionare il sito dei propri clienti. In poche parole, meno di un quinto dei creativi e manager della sfera virale riesce a portare a compimento il proprio lavoro con successo.

Una ragione, questa, per declassare il termine viral marketing dal quale, d’ora in avanti, consiglio di eliminare la parola “marketing”.

Prendiamo un “passo” della definizione di marketing virale su Wikipedia:

Il principio del viral marketing si basa sull’originalità di un’idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione.

Il punto della questione si trova nel concetto di “originalità di un’idea“, termine che mette alla luce una variabile non analizzabile come, appunto, l’originalità. Per estremo, un termine non analizzabile pone non poche questioni a chi si occupa di marketing.

Gli specialisti del viral combattono con la realizzazione di un qualcosa di cui non si ha stereotipo e nemmeno un’immagine ben definita: per questo motivo i casi di viral marketing presentano una percentuale di successo non troppo soddisfacente.

L’accostamento dei termini “viral” e “marketing” risulta quindi inappropriato. Un’idea viene viralizzata per ragioni sconosciute e grazie ad alcune caratteristiche che risultano azzeccate in riferimento al target. Si parla quindi di un fenomeno che non può essere studiato e di conseguenza all’esterno delle competenze di marketing.

Occhio quindi a partner e fornitori che vi propongono soluzioni “viral”: né lui né voi sareste in grado di scatenare un’epidemia!