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Zopa, denaro in P2P

Arriva in Italia Zopa, il portale sociale che consente agli utenti di offrire e ottenere prestiti personali. Già sperimentato in Gran Bretagna e Stati Uniti, il servizio potrebbe rivoluzionare il microcredito nel nostro Paese. Ma è davvero conveniente?

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Specularmente, chi richiede un prestito provvede a inserire un annuncio sul portale indicando le condizioni con cui desidererebbe ottenere il denaro. Il motore di ricerca del sistema provvede poi a selezionare le offerte pubblicate dai prestatori che rispondono alle esigenze indicate dagli utenti che desiderano un prestito. Ottenuta una giusta combinazione tra le esigene di chi eroga e di chi ottiene denaro, il portale provvede all’accredito dopo aver verificato l’affidabilità e lo storico finanziario dell’utente che ha richiesto il prestito.

Per evitare confusioni o il rischio di una vera e propria anomia, i principi di funzionamento di Zopa sono necessariamente rigidi: una volta formulate le offerte e le richieste di denaro, gli utenti non possono più modificarne caratteristiche ed entità. Ciò garantisce non solo una necessaria coerenza in un settore estremamente delicato come l’erogazione di prestiti, ma anche una certa sicurezza per il portale, che si colloca come intermediario nelle numerose operazioni finanziarie attivate ogni giorno dagli utenti.

I prestatori delegano completamente a Zopa tutte le attività di sollecito e di recupero necessarie per il reperimento del credito. Come viene puntualizzato meticolosamente nel copioso regolamento del portale: «Tale mandato sarà eseguito da Zopa senza il percepimento di commissioni dirette o indirette: resta inteso che Zopa non risponderà in alcun modo del buon esito della procedura di recupero». Utilizzando i nickname come un comune social network, il servizio non fornisce mai la reale identità dei soggetti coinvolti nelle operazioni finanziarie. Se ciò da un lato garantisce il rispetto della privacy e una sostanziale sicurezza per gli utenti, dall’altro lancia qualche ombra sull’effettiva possibilità per i prestatori di rivalersi nelle sedi appropriate nei possibili casi di insolvenza. Il servizio assicura comunque la possibilità di accedere ai reali dati personali nei casi di particolare e straordinaria necessità.

Anche se in un ambiente protetto e appositamente calibrato per ridurre al minimo gli inconvenienti, prestare denaro rimane un’operazione finanziaria a rischio. Nei casi di insolvenza, i richiedenti sono tenuti ad avvisare tempestivamente Zopa che, sulla base delle leggi italiane, è tenuta ad avviare le procedure necessarie al recupero del credito e alla segnalazione dell’utente al Credit Bureau, l’ente sovranazionale che traccia e registra le informazioni sui richiedenti incapaci di saltare il loro debito nei tempi e nelle modalità previste dagli accordi.