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Nokia vince Qualcomm anche in Gran Bretagna

Dopo l'ITC statunitense, anche l'Alta Corte del Regno Unito ha dichiarato inconsistenti le accuse di Qualcomm nei confronti di Nokia per presunta violazione di alcuni brevetti. I margini di azione per Qualcomm diminuiscono ulteriormente

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Nuove conferme giudiziare giungono dalla Gran Bretagna sulla annosa questione della presunta violazione di alcuni brevetti Qualcomm da parte di Nokia. Dopo il recente pronunciamento del Comitato per il Commercio Internazione (ITC) degli Stati Uniti d’America, che non ha ravvisato alcun utilizzo illegale di brevetti, è ora un giudice dell’Alta Corte del Regno Unito a pronunciarisi in favore di Nokia. L’autorità giudiziara ha reputato del tutta infondate le accuse lanciate da Qualcomm, i cui brevetti sarebbero stati violati dal colosso finlandese.

«Siamo felici che la Corte abbia dichiarato invalide le accuse sulla violazione dei brevetti, la cui infondatezza è ampiamente dimostrata dalle prove. Questo è il secondo tribunale a concludere che Qualcomm non sia in possesso di brevetti rilevanti per la tecnologia GSM» ha dichiarato con orgoglio Rick Simonson, uno dei massimi manager di Nokia. Gli inizi della lunga vicenda giudiziaria risalgono al giugno del 2006, quando Qualcomm accusò apertamente Nokia di aver infranto alcuni brevetti necessari per l’utilizzo dei diffusi standard GSM, GPRS ed EDGE.

La decisione da poco formulata dal magistrato britannico conferma le posizioni assunte dall’ITC statunitense, segnando un nuovo duro colpo per l’impianto accusatorio di Qualcomm. Il prossimo appuntamento della saga giudiziaria potrebbe tenersi il prossimo luglio, mese in cui inizieranno le schermaglie legali per una serie di brevetti legati alla tecnologia 3G. Qualcomm potrebbe dunque mirare alla vittoria in almeno una causa per convincere Nokia a trovare un accordo al di fuori delle aule dei tribunali.