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OOXML, in dubbio la sua standardizzazione

Il 29 Marzo è il termine ultimo per i votanti per esprimere la loro preferenza sulla possibilità di far diventare il formato aperto di Microsoft uno standard ISO. Molte voci discordanti arrivano in materia, e nubi di dubbio si addensano sull'OOXML

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Lo standard per la definizione ISO della versione aperta dei documenti Office, ovvero Office Open XML, è al vaglio della comunità internazionale per la sua entrata definitiva nel reame dei formati aperti. Le votazioni si svolgerano il 29 marzo ma arrivano voci discordanti sul possibile esito.

Innanzitutto c’è Microsoft che si dice ottimista riguardo la possibilità che OOXML diventi uno standard ISO: già l’anno scorso la proposta fallì e adesso Redmond contava di convertire alcuni delegati nazionali a cambiare il proprio voto in un “si”. A sentire il grande gigante del software sembra che il processo si stia muovendo come dovrebbe e che stiano lavorando per operare le modifiche richieste.

Per arrivare all’approvazione finale sarà necessario prima raggiungere i due terzi dei giudizi positivi tra i 41 paesi votanti e poi il 75% dei favori di una giuria allargata di 104 nazioni. L’ultima richiesta Microsoft è stata respinta perchè ha raggiunto il 53% dei “si” nella prima votazione.

Tim Bray di Sun sul suo blog sostiene che il tempo necessario alla revisione è troppo poco e il materiale troppo vasto perchè ciò possa avvenire in maniera completa ed esaustiva. Da un altro blog poi, quello di Andrew Updegrove della Linux Foundation, arriva la certezza della sconfitta di OOXML perchè la riunione che ha avuto luogo a Ginevra tra i difensori dello standard non ha dato i frutti sperati: solo 32 delegati infatti si sarebbero detti favorevoli.

Altre voci ancora sostengono che lo standard OOXML non è stato discusso a fondo poichè per motivi di tempo molti argomenti importanti non hanno potuto godere del tempo che meritavano, anche se poi in molti tra i partecipanti al dibattito si sono detti soddisfatti. Tra costoro si contano esponenti della OpenDocument Foundation, mentre altri (esponenti Google e IBM) continuano a sostenere che vi sia molto ancora da discutere.

Per la parte italiana l’Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OOo) ha deliberato nuove iniziative tese ad aumentare la penetrazione di OpenDocument, lo standard rivale a quello di Microsoft, ma è stata sancita anche la volontà di aumentare il dialogo con Redmond e i suoi standard aperti cercando una convergenza tra ODF e OOXML. A tal proposito il presidente dell’associazione, Davide Dozza, ha precisato in un comunicato stampa che «l’apertura manifestata dal PLIO non modifica la posizione dell’Associazione verso le criticità evidenziate nel corso del processo di standardizzazione di OOXML. Quello che cambia è che oggi è che siamo disponibili a valutare i passi dell’azienda in direzione dell’interoperabilità, che sono un presupposto indispensabile per dei progressi in questa direzione e per lo sviluppo di un mercato orizzontale basato su standard aperti».