Senza rumor Tiscali si sgonfia

Passato il mese di Febbraio, in cui bastava pronunciare la fatidica parola OPA che il titolo schizzava al rialzo, le quotazioni della compagnia sarda progressivamente rientrato nei ranghi. Durante il secondo mese dell’anno, al rincorrersi incessante di rumor sulla possibile vendita della società, il titolo aveva guadagnato dai minimi del 24 Gennaio (1,24 euro) quasi

Passato il mese di Febbraio, in cui bastava pronunciare la fatidica parola OPA che il titolo schizzava al rialzo, le quotazioni della compagnia sarda progressivamente rientrato nei ranghi.

Durante il secondo mese dell’anno, al rincorrersi incessante di rumor sulla possibile vendita della società, il titolo aveva guadagnato dai minimi del 24 Gennaio (1,24 euro) quasi da raddoppiare il suo valore (19 Febbraio chiusura a 1,94 euro).

Il titolo aveva beneficiato di diverse notizie: la conclusione positiva dell’aumento di capitale sicuramente aveva dato nuova linfa all’azienda, ma soprattutto aveva beneficiato dell’interesse manifestato, più presunto che reale, da quasi tutti i più grandi gruppi europei del settore.

Al culmine di tutto si è assistito ad un avvicendamento al vertice direttivo che ha portato Mario Rosso a prendere le redine della società.

Leggendo attentamente tra le righe, al termine di febbraio si è assistito ad un vero e proprio fuggi fuggi di azioni rilevanti, passate di mano in brevissimo tempo: l’ex AD Tommaso Pompei ha venduto (ai massimi di periodo) 770 mila azioni negli ultimi due giorni di Febbraio, Deutshe Bank è scesa velocemente sotto il 2% del capitale, cosa che spesso coincide con un azzeramento del capitale e la famiglia Sandoz è scesa dal 8% al 7%.

Il mercato allora si interroga: come è possibile che tutti vendano azioni se è nell’aria il passaggio di mano dell’azienda?

La risposta è semplice quanto disarmante: nessun passaggio di proprietà, almeno per il momento, quindi sicuramente meglio un uovo oggi che una gallina chissà quando.

Da quel momento il titolo ha progressivamente rallentato e inanellato chiusure negative, fino a portarsi a sfiorare la soglia psicologica di 1,50 euro, sforata la quale tutto quello di buono che è stato fatto fino a ora tornerebbe mestamente in gioco.

Ora, terminata la speculazione, non ci resta che guardare i fondamentali del titolo i quali affermano che senza un accordo con un grande gruppo l’azienda continuerà a navigare a vista.

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