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Google e la pedofilia su Orkut

Il senato del Brasile ha identificato il portale sociale Orkut come territorio fertile per la diffusione della pedofilia e ordinato a Google di rilasciare i dati relativi a oltre 3000 utenti sospettati di essere correlati a materiale pedopornografico

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Il senato brasiliano ha ordinato a Google di poter avere accesso al profilo di 3.261 utenti del popolare portale di social networking Orkut, poiché sospettati di avere legami con il mondo della pedofilia. Secondo quanto inizialmente diramato da AFP, il motore di ricerca avrebbe rifiutato di fornire informazioni relative agli utenti del portale di social networking; risulta ora invece chiara l’intenzione da parte di Google di voler collaborare alla lotta contro la pedofilia online promossa dalle autorità brasiliane.

Secondo quanto affermato dal persecutore federale da San Paolo Sergio Suiama, nel corso degli ultimi due anni il 90% delle 56.000 accuse di pedofilia sono direttamente riconducibili ad Orkut, la risposta brasiliana a MySpace e Facebook, il quale può contare nel solo Sud America su 27 milioni di utenti. Suiama è convinto che il proliferare del numero di utenti legati al mondo della pedofilia sia dovuto alla possibilità introdotta nel portale di creare album privati accessibili solamente dai loro contatti. Sono 42 milioni inoltre gli utenti del portale in Brasile con una età compresa tra i 10 e i 15 anni, una realtà che rende ancora più urgente la necessità di un rimedio.

In accordo con quanto comunicato da Alexandre Hohagen, chief di Google Brazil, la compagnia sarebbe già al lavoro per inserire dei filtri in grado di bloccare le immagini pedopornografiche in modo che non possano essere immesse nel server e alcuni strumenti in grado di aiutare la notifica alle autorità di attività legate alla pedofilia.

Va ricordato come il social network di Google non abbia avuto grande successo nel mondo, mentre in Brasile rappresenta da sempre l’elemento di punta del mercato delle reti sociali carioca.