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Near Field Communication

Near Field Communication, ovvero possibilità di trasmettere e leggere informazioni in prossimità grazie al cellulare. Il Nokia 6212 Classic sarà il primo cellulare abilitato per questa nuova tecnologia potenzialmente rivoluzionaria

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Impossibile ad oggi delineare realisticamente qualcosa di più. È possibile, però, immaginare. Perchè se tutto quanto descritto nel comunicato stampa è quanto possibile nell’interazione tra due utenti, il contesto di una interazione uomo/macchina può offrire orizzonti ancor più importanti con il mondo della telefonia in grado di posizionarsi al centro di un più complesso meccanismo che in qualche modo potrebbe sovrapporsi a quello dei bancomat e delle carte di credito. Fermo restando le premesse di un mercato intero che dovrà adeguarsi, tecnicamente e culturalmente, al profondo cambio di orizzonte che va delineandosi e che Nokia sarebbe ben lieta di poter assecondare.

Dietro all’NFC, però, non c’è solo Nokia. La tecnologia, giudicata dalla BBC come una delle 5 più promettenti del 2008, già vede tra i suoi sostenitori nomi quali HP, Microsoft, NEC, Panasonic, Samsung e Sony (quest’ultima nel ruolo di cofondatrice dell’NFC Forum, entità non profit di sostegno allo sviluppo ed alla promozione di quello che oggi è a tutti gli effetti uno standard ISO certificato in duplice protocollo ISO/IEC 18092/ECMA-340 e ISO/IEC 21481/ECMA-352). Attenzione, però, perchè al fianco di questi nomi già vanno configurandosi Visa, Mastercard e American Express. Motorola, Telefonica e decine di altri gruppi si sono aggregati in seguito alla cordata in qualità di membri “principali” o “associati”.

La presenza di Visa, Mastercard e American Express ha una sua importanza specifica: Nokia, abilitando i cellulari al pagamento in prossimità, aggira infatti la necessità di un collegamento tramite il carrier di telefonia. Così facendo i carrier stessi rimangono al di fuori di tale mercato e Nokia può trovare una alternativa rilevante in chi gestisce le grandi carte di credito internazionali. I carrier la loro cordata la costruiranno presumibilmente in un’altra direzione, ancora tutta da esplorare, e relativa alla realtà prettamente online dei servizi non abilitabili in prossimità.

Tecnicamente trattasi di una tecnologia per certi versi povera, limitata ad una comunicazione 1-a-1 in un range di pochi centimetri, ma è in queste sue peculiarità che la Near Field Communication trova la sua forza: a differenza del bluetooth, ad esempio, promette un tempo di attivazione drasticamente più rapido e questa sua istantaneità (unitamente alla prossimità degli elementi) configura la praticità d’uso del cellulare per questo tipo di servizi. Da non sottovalutare, ancora, l’intercompatibilità con la tecnologia RFID, potenzialmente in grado di offrire ulteriore valore aggiunto ai cellulari abilitati.

La varietà di utilizzi a cui l’NFC può essere estesa è ben esplicata nella serie di video illustrativi messi a disposizione sul sito dell’NFC Forum: posizionare il cellulare a pochi centimetri da un tag di attivazione, infatti, può permettere l’ottenimento di informazioni, l’identificazione personale, l’accesso a servizi, il trasferimento di denaro e molto altro ancora. Inevitabilmente, dunque, il tutto diviene di potenziale interesse per venditori e pubblicitari, provider di servizi ed utenza. Certo il contesto è ancor lungi dall’essere completo: la diffusione dei dispositivi e dei sistemi compatibili necessiterà di tempo e grandi investimenti, ma il potenziale di fuoco delle aziende impegnate sembra essere la maggior garanzia delle possibilità di sfondamento di tale tecnologia sul mercato.

Tutto inizia con il Nokia 6212. Ma dell’NFC probabilmente se ne sentirà ancora parlare, e non poco.