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5 studi di Hollywood daranno vita a un canale

Paramount (con una sua divisione), Lionsgate, MGM e Viacom nell'autunno del 2009 saranno soci di un nuovo canale che mira a dare visibilità ai loro contenuti senza puntare eccessivamente sui film ma più che altro su contenuti autoprodotti

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Viacom, Lionsgate, United Artists e Metro-Goldwin-Mayer si sono associate per dare vita ad un proprio canale televisivo in diretta concorrenza con la HBO e la CBS, il network di proprietà della Redstone, società che controlla anche Viacom stessa.

La compagnia che controlla Mtv infatti originariamente era tutt’uno con la CBS da cui si è separata solo nel 2006 per differenziare gli investimenti e non far entrare in conflitto diverse tipologie di azionisti. Ora invece le due reti saranno in concorrenza per similitudine di target e soprattutto perchè fino ad ora MGM e Lionsgate avevano un contratto in esclusiva proprio con la CBS.

La produzione di contenuti sarà abbastanza tipica orientata al cinema con hit del tipo di Iron Man, GI Joe, Dirty Dancing e tutto il franchise 007, ma non con l’ultimo Indiana Jones (che sarà messo all’asta), più la produzione di programmi autonomi e serie televisive. Ci vorrà un anno per il lancio definitivo e ancora devono essere nominate le cariche più importanti.

Ovviamente Showtime, avendo partecipazioni in entrambe le reti nega la competizione, sostenendo che ormai la vendita di cinema avviene su iTunes ben prima dei passaggi televisivi anche di quelli a pagamento. Semmai saranno le serie a fare la differenza. È un dato di fatto che dal 2001 ad oggi il successo dei passaggi televisivi dei film sia calato dell’80%.

La joint venture nasce proprio per dare visibilità a contenuti di tanti studio differenti che hanno poi una partecipazione diretta nella proprietà della rete. A tal proposito Philippe Dauman, CEO di Viacom, ha dichiarato alla Reuters: «È un momento unico per reinventare la categoria, possiamo dare ai consumatori ciò che vogliono in tante maniere diverse, sia che si tratti di broadband, di video on demand o di alta definizione».