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Il Wi-Fi è dannoso per l’apprendimento?

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Geekissimo riporta una notizia interessante relativa all’impiego dei PC e dei sistemi Wi-Fi all’interno delle università di tutto il mondo, ma con un particolare occhio di riguardo alla situazione italiana.

Il caso sarebbe scoppiato alla facoltà di giurisprudenza di Chicago, dove l’utilizzo del Wi-Fi sarebbe stato proibito durante le lezioni perché fonte di distrazione e di disturbo, non solo per chi ne fa utilizzo, ma anche per chi è vicino a chi utilizza lo strumento.

Voi come vi ponete di fronte alla questione? Siete d’accordo con la decisione presa? Io sono convinto che a livello universitario ci sia, o comunque ci debba essere, da parte degli studenti la maturità necessaria per comprendere.

Parlo per quella che è la mia esperienza universitaria: l’Italia allo stato attuale è ancora molto, molto indietro da questo punto di vista. Diversi atenei non sono dotati di copertura Wi-Fi, alcuni non hanno punti di accesso facilmente fruibili, altri non hanno un numero di postazioni adeguate all’uso che gli studenti vorrebbero farne, altri ancora impongono vincoli insensati per l’utilizzo della rete.

È una situazione difficile, che si sta lentamente modificando e che non può cambiare se non attraverso una crescita di consapevolezza da parte di docenti e studenti per fare in modo che si instauri un’ottica di collaborazione e cooperazione che permetta a chiunque di sfruttare appieno i vantaggi che la tecnologia ci offre. La soluzione?

Si potrebbe cominciare con l’offrire il Wi-Fi, ma anche con lo stabilire determinate norme di utilizzo, sicuramente, per quello che mi riguarda, eliminare un servizio non è certo la soluzione al problema.