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Vista ‘inevitabile’ per le aziende

Vista viene guardato con scetticismo da parte dell'utenza business, la quale si tiene stretto XP ed è propensa a passare direttamente a Windows 7. Forse però l'adozione di Vista è più 'inevitabile' di quanto il mondo lavorativo sia portato a pensare

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Ben Gray, analista alla Forrester Research, ha effettuato uno studio allo scopo di valutare lo stato futuro di adozione in ambito business di Windows Vista. Le conclusione a cui è giunto Gray sono alquanto sorprendenti ed inaspettate: «Vista risulta inevitabile per un certo numero di ragioni». Nonostante l’alone di scetticismo che circonda il nuovo sistema operativo Microsoft, in particolar modo in ambito lavorativo, è necessario prendere piena visione della realtà: XP è sulla via del pensionamento e non sarà presto in grado di rappresentare un sistema al passo con i tempi, mentre Windows 7 esiste per il momento solo sulla carta e nessuno può ancora dire se rappresenterà una scelta in linea con le esigenze in ambito business, nonché la data esatta di rilascio. Non ultimo, è da poco stato rilasciato il primo service pack per Vista, in grado di offrire un sistema decisamente più funzionale.

Secondo Gray, attendere la migrazione diretta a Windows 7 potrebbe rappresentare un grosso errore; sono ancora troppo poche le informazioni relative al nuovo sistema, ad eccezione del fatto che sarà presentato sia in una edizione business che consumer, per sistemi a 32 e 64 bit. Tutto il resto rappresenta solamente speculazioni; «non si può far affidamento sul fatto che Windows 7 sarà perfetto», ha dichiarato Gray. Inoltre, memore dei notevoli ritardi nel rilascio dei suoi sistemi operativi, Gary sottolinea come non sia possibile fare affidamento sulla data di rilascio annunciata da Microsoft per quanto riguarda Windows 7; quando il sistema sarà disponibile, potrebbe essere troppo tardi per le aziende. In conclusione, l’obsolescenza annunciata di XP unita all’alone di incertezza che avvolge tuttora Windows 7, porterebbe ad una unica logica conclusione: l’ambiente business è praticamente obbligato a spostarsi verso Vista.

Le compagnie potrebbero migrare verso sistemi operativi “alternativi”, come Mac OS X o Linux, ma così facendo temono di perdere una grossa fetta di utenza. «Le compagnie stanno cercando di capire come adottare al meglio queste alternative, magari provando ad adottare [Mac OS X o Linux] in piccoli ambiti, ma non nell’intera infrastruttura», afferma Gray nel suo report. L’esitazione nell’adozione di Vista è ampiamente dimostrata da una ricerca effettuata dalla stessa Forrester su 50.000 utenti corporate nel corso del 2007: l’utilizzo di Windows XP non avrebbe infatti subito flessioni significative nel corso del primo anno di vita di Windows Vista, mentre alla fine del 2007 quest’ultimo era stato adottato dal 6,7% degli utenti, seguito da un declino dell’utilizzo di Windows 2000. «Le compagnie hanno chiaramente rimandato i piani di migrazione di un paio di trimestri o anche di un paio di anni», afferma Gray, «e ci sono un sacco di risentimenti nei confronti di Microsoft e del suo predominio sui sistemi operativi [desktop], motivo per cui molte persone stanno posando gli occhi su Mac o Linux».

L’utenza business, secondo Forrester, dovrebbe però mettere in disparte ogni remora e migrare subito verso Vista: ora che il primo service pack per l’ultimo OS Microsoft è disponibile, non ci dovrebbero essere più scuse.