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Commodore di nuovo vicina alla bancarotta

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Molti ricorderanno lo storico marchio Commodore che, a partire dal 1982 e fino al 1993, permise alla omonima società statunitense di vendere oltre 20 milioni di unità del suo Commodore 64. Nel 1994 l’azienda venne messa in liquidazione e il marchio fu acquistato da una società tedesca, la Escom, a sua volta fallita nel 1996.

Nel 1997 il nome Commodore passò nelle mani del produttore olandese Tulip Computers. Nel 2004 il marchio venne rivenduto nuovamente ad un’altra società olandese, la Yeahronimo, divenuta in seguito Commodore International Corporation, che ha cercato negli ultimi 3 anni di riportare alla ribalta il nome Commodore, proponendo PC desktop ad alte prestazioni e audio/video player della linea Gravel.

Nel prossimo incontro con gli azionisti, Commodore annuncerà perdite per 10 milioni di euro; inoltre, dovrà versare 9 milioni di euro ad una società partner, la Phillar, contro la quale ha perso una causa legale lo scorso mese di marzo.

Altri tre creditori olandese hanno chiesto la restituzione di somme di denaro, rivolgendosi al tribunale fallimentare, nella speranza di recuperare il debito. La Commodore riferisce di non essere stata consultata in merito alla richiesta di bancarotta e che cercherà di trovare una soluzione.

Anche se gli attuali prodotti non hanno nulla in comune con il “vecchio” Commodore 64, tutti quelli che hanno fatto i primi passi nel mondo dei PC, grazie al marchio Commodore, sperano che questo nome venga ricordato per il suo glorioso passato, piuttosto che per il suo triste presente.