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Lo stato di salute della banda larga italiana

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Il Mix che collassa per alcune ore gettando nel panico la rete Italiana, problemi di saturazione delle reti dei gestori Wholesale e di contro l’arrivo del WiMax, l’ampiamento dell’uso e della qualità dell’Hsdpa e la crescita delle zone coperte da servizi Ull non Telecom.

Un quadro con luci e ombre che caratterizza in maniera forte il panorama della banda larga Italiana.

C’è quindi da chiedersi come sta la nostra rete, tanto criticata in passato per qualità e costi. Abbiamo risolto i problemi o no e se ne sono aggiunti di nuovi?
Cerchiamo quindi di fare il punto della situazione.

Iniziamo dal capitolo “costi“, se ricordate fino a pochi mesi fa, si erano condotte battaglie durissime per cercare di abbattere i prezzi degli abbonamenti ADSL, troppo alti soprattutto a causa del monopolio di Telecom che lasciava troppo poco margine ai provider wholesale.

Da questo punto di vista siamo migliorati molto soprattutto grazie al bitstream che ha in effetti ha generato una migliore concorrenza. Sebbene Telecom ancora la faccia da padrona, possiamo affermare che i canoni adesso sono molto più corretti rispetto a quanto offrono. Inoltre l’avanzare dell’Ull e dello Shared Access di altri provider ha piano piano portato a tariffe più interessanti per l’utente finale almeno nelle città più popolose.

Dal punto di vista delle “reti” la situazione non è molto rosea. Il crash del Mix di Milano ha fatto suonare l’ennesimo campanello d’allarme sulla fragilità delle infrastrutture italiane. Come se non bastasse molte reti Wholesale sono al limite della saturazione o viaggiano molto vicine a essa, portando a problemi di qualità di linea all’utente finale.

Si salvano solo le reti in Ull di alcuni gestori, ma anche queste non sono assolutamente “sicure” al 100%. Un grande lavoro deve essere ancora fatto da questo punto di vista, La rete italiana purtroppo scricchiola ogni giorno di più.

Sul fronte WiMax, Wireless e nuove tecnologie stiamo fortunatamente abbastanza bene. L’asta per l’assegnazione delle frequenze per il WiMax è andata troppo per le lunghe, ma i provider vincitori stanno spingendo molto sull’acceleratore per avere tutto pronto già tra alcuni mesi.

Ma non solo WiMax, in Italia va molto bene anche l’Hiperlan e le connessioni di terza generazione come l’Umts e l’Hsdpa. Nel settore dell’innovazione dunque non abbiamo da imparare nulla fortunatamente e questo è un segno molto positivo, forse l’unica nota positiva in un panorama decisamente grigio.

In una visione d’insieme possiamo tranquillamente affermare come lo stato delle cose non sia molto positivo. Una parte dei vecchi problemi è stata risolta, ma se ne sono aggiunti di nuovi e se ne sono aggravati alcuni.

La rete Italiana purtroppo ha la “febbre”, non ancora altissima, ma non dobbiamo “trascurare” questi sintomi…